I timori sullo stato dell’economia dei paesi dell’Eurozona, come Grecia, Spagna e Portogallo (reduce dal flop di un’asta di titoli di stato) hanno alimentato le vendite sui listini mondiali. A Wall Street l’S&P 500 ha lasciato sul terreno il 3,11%, il Dow Jones il 2,61% e il Nasdaq il 2,99%. I listini hanno scontato, oltre alle preoccupazioni per il debito dei paesi europei, l’aumento a sorpresa delle richieste di disoccupazione.
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Palazzo Koch stima per l’Italia una crescita del Pil dello 0,7% quest’anno, per poi accelerare all’1% nel 2011. Per i prossimi due anni si profila dunque, secondo via Nazionale, una ripresa debole anche se sulle previsioni «permangono significativi margini di incertezza, connessi - si legge nel Bollettino economico trimestrale - in particolare, da un lato, a una domanda mondiale che potrebbe risultare più favorevole di quanto ipotizzato e, dall’altro, al rischio che le condizioni del mercato del lavoro si mantengano deboli per un tempo maggiore». La stima di crescita allo 0,7%, sottolinea Bankitalia, «é il valore centrale di un ventaglio ampio di possibilità».
La dinamica del Pil
Il Bollettino economico ricorda che in Italia il Pil, tornato a crescere in estate (0,6% sul trimestre precedente) dopo cinque trimestri consecutivi di diminuzione, avrebbe continuato a espandersi nell’ultima parte del 2009, seppure a un ritmo inferiore. Nonostante il continuo miglioramento del clima di fiducia - osserva via Nazionale - le imprese esitano ancora ad aumentare la produzione in presenza di un incerto irrobustimento degli ordinativi. Il parziale recupero dell’attività industriale registrato nel terzo trimestre, dai livelli molto bassi toccati nel secondo, non é proseguito nei mesi autunnali.
Male i conti pubblici ma l’Italia è meno peggio di Eurolandia
Nel 2009 l’indebitamento della pubblica amministrazione dovrebbe salire al 5,3% del Pil dal 2,7% dell’anno precedente. Il debito dovrebbe aumentare «di circa dieci punti» attestandosi al 115,1%. Il peggioramento del deficit italiano - secondo Via Nazionale - «sarebbe inferiore a quello atteso nella media» di Eurolandia, il cui deficit salirebbe dal 2% del 2008 al 6,4% del 2009. Quanto alla legge finanziaria 2010, «nel complesso - si legge sul bollettino - la manovra lascia invariato il saldo di bilancio e determina un aumento netto sia delle entrate sia delle spese di 0,2 punti percentuali del prodotto».
La disoccupazione colpisce giovani e immigrati
La crisi economica - sostiene la Banca d’Italia - ha portato a un aumento della disoccupazione, colpendo in particolare giovani e immigrati.A luglio-settembre del 2009 «il numero di persone in cerca di un impiego è salito per il quarto trimestre consecutivo a 1.942.000 unità al netto dei fattori stagionali, con un aumento del 3,8% sul periodo precedente (la crescita era stata dell’1,7% nel secondo trimestre)». «Ne è derivato - aggiunge Bankitalia - un aumento del tasso di disoccupazione di 0,3 punti percentuali, al 7,8%. Rispetto a un anno prima esso è salito di 1,2 punti percentuali. L’incremento è stato particolarmente marcato tra i giovani in età compresa tra i 15 e i 24 anni (4,1 punti) e tra gli immigrati (3,7 punti)».
Consumi e investimenti ancora deboli
La situazione del mercato del lavoro incide su consumi e investimenti la cui dinamica nonostante il recupero del terzo trimestre del 2009, rimane debole. Il calo del numero degli occupati si traduce in una caduta del reddito disponibile delle famiglie, mentre l’incertezza sulle prospettive tende a frenarne la propensione alla spesa.

Il dossier realizzato dal Sole-24 Ore misura da vent’anni la vivibilità delle 107 province italiane attraverso una serie di dati statistici elaborati in 36 classifiche.
Dal reddito all’occupazione, dalla natalità alla sanità, dai reati alle opportunità per il tempo libero, ecco il nostro ritratto dell’Italia. Nel 2009 sale sul podio Trieste che già nel 2005 era stata selezionata come la regina delle province.
http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2009/qvita_2009_settori_classifica_finale.shtml

I prezzi del petrolio hanno fatto un balzo dell’1% sui circuiti telematici asiatici attestandosi sopra 83 dollari. Tra i fattori all’origine della spinta rialzista ci sono l’indebolimento del dollaro, il forte incremento delle importazioni cinesi che a dicembre sono salite del 25% a oltre 20 milioni di tonnellate.
Petrolio che ha alimentato le nuove raffinerie entrate in funzione quest’anno nelle province meridionali del Fujian e del Guangdong per soddisfare una crescente domanda trainata dalla politica di stimoli del governo da 4mila miliardi di yuan. Nel 2009 le importazioni cinesi di greggio sono aumentate del 13,9% a 203,79 milioni di barili, equivalenti a 4,09 milioni di barili/giorno e confermando la Cina come secondo importatore mondiale, distanziando cossì il Giappone, frenato dalla recessione. Nel 2008 la Cina aveva importato 3,6 milioni di barili/giorno contro 4,15 milioni del Giappone. Il Wti di febbraio guadagna quindi 64 cent a 83,39 dollari il barile dopo una chiusura venerdì a 82,75 dollari (+9 centesimi). Il Brent sale di 70 cent a 82,07 dollari.

Sfondata la soglia dei 100 miliardi di capitali rimpatriati con lo scudo fiscale, una cifra che fa salire a 5 miliardi il gettito incassato dallo Stato. E’ quanto riferiscono fonti parlamentari di maggioranza. Al momento la scadenza per aderire allo scudo resta fissata al 15 dicembre (non è esclusa una riapertura), ma viene concesso un anno di tempo, fino al 31 dicembre 2010, per i casi più complessi in cui la mancata conclusione delle operazioni di emersione non dipenda dalla volontà del contribuente.
Le stime dell’importo complessivo di capitali che, al termine del periodo di rimpatrio, dovrebbero tornare in Italia vanno nettamente sopra i 100 miliardi di euro.
Oggi, inoltre, l’Agenzia delle Entrate ha presentato al Tesoro una norma ’salvagente’, che fa slittare al 30 aprile 2010 il termine per i transfrontalieri e altri lavoratori dipendenti all’estero.

La Commissione europea esorta il governo di Atene a prendere «misure supplementari» per ridurre il deficit. In una nota il commissario agli Affari economici e monetari Ue, Jaquin Almunia ha affermato che «una situazione difficile in un paese membro della zona euro è fonte di preoccupazione» per l’Eurozona «nel suo complesso».
È chiaro - ha aggiunto Almunia - «che la Grecia deve far fronte a sfide economiche molto importanti». Il commissario ha detto anche di essere pronto ad aiutare Atene a mettere a punto un programma di risanamento, precisando di aver «preso nota» del fatto che la situazione economica della Grecia «è sotto l’attenzione dei mercati finanziari e delle agenzie di rating». Read the rest of this entry »
«Le istituzioni finanziarie too-big-to-fail e cioé con rischi sistemici, sono un grande problema che sta peggiorando, con ripercussioni a livello di “moral hazard” e di competitività dell’industria che sta diventando ancora più concentrata di quanto fosse prima della crisi». Lo ha detto il Governatore di Banca d’Italia e presidente dell’Fsb, Mario Draghi, intervenendo a un convegno finanziario.
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DUBAI - Seduto al tavolino di un bar del Financial Centre, il giovane broker inglese si sporge sulla sedia e sorseggia il suo bicchiere di acqua minerale con una fettina di limone. «La sa quella di Abdubai?», domanda. Prego? «Sì, c’è uno straniero che arriva a Dubai in macchina e scorge un cartello in arabo e in inglese. Sopra c’è scritto “Benvenuti ad Abdubai”. L’uomo dice allora al suo autista: “Abbiamo sbagliato strada…”. E lo chaffeur risponde: “Ma certo che no, signore. Questa è la nuova Dubai. La vecchia ha smesso di esistere il 25 novembre 2009». Read the rest of this entry »
Tags: china, Crisi, Dell, Disney, Incentivi, Italia, mercati internazionali, Moody's, petrolio, PILRoma e Bologna le università da 110 e lode!
In Italia uno studente su cinque rimane parcheggiato in università senza riuscire ad accumulare in un anno nemmeno 5 crediti formativi, il minimo per registrare la sua presenza attiva fra corsi ed esami. Il battesimo del fuoco accademico, poi, è un dramma per molti, visto che meno del 35% delle ex matricole esce dal primo anno con in tasca almeno i due terzi dei crediti necessari per rimanere nei tempi giusti.
Sono solo due dei tanti dati che emergono dalla radiografia degli atenei statali, messa a punto nei mesi scorsi dal ministero dell’università per attribuire i 523,4 milioni di incentivi al merito previsti sul fondo di finanziamento 2009, arrivato nei giorni scorsi a destinazione. Dopo le classifiche ministeriali diffuse a luglio, che avevano acceso le polemiche tra i rettori ma in realtà mescolavano agli indicatori di performance quelli legati a incrementi stipendiali e altri fattori, i dati effettivi sulla qualità sono stati corretti e affinati con le università, a cui sono stati appena resi disponibili.
Le tabelle qui a fianco offrono i risultati dell’analisi ministeriale, con tutti i nove parametri utilizzati per la distribuzione degli incentivi e le graduatorie generali che riassumono i risultati su didattica e ricerca. I criteri impiegati per le classifiche generali, va detto, favoriscono gli atenei più grandi, che nel complesso ottengono ovviamente quote di finanziamento maggiori. Dal confronto, però, è facile individuare i poli più rivolti alla ricerca e quelli più votati alla sola didattica, in base alla posizione nelle due graduatorie. La Sapienza di Roma (7,16% degli incentivi sulla ricerca, e 5,7% nella didattica) può essere annoverata nel primo gruppo, mentre l’università di Torino rientra nel secondo.
Il pacchetto più consistente (345,5 milioni) è stato indirizzato in base ai risultati della ricerca, che hanno premiato soprattutto La Sapienza di Roma, l’Alma Mater di Bologna e la Statale di Milano. Si è misurata la quota di fondi ottenuti grazie ai successi dell’ateneo nelle pagelle del comitato di valutazione della ricerca (che però risalgono al 2001/2003), nei bandi di interesse nazionale e in quelli del VI programma quadro dell’Ue. Il Politecnico di Milano primeggia in Europa, mentre la Sapienza di Roma vince in Italia e nelle valutazioni fondate sul numero di brevetti spicca Ferrara.
Sul versante della didattica (che ha messo in palio 177,9 milioni) i dati sono invece tutti aggiornati al 2008, e i premi più importanti sono quelli ottenuti da Bologna, seguita dalla Sapienza e dalla Federico II di Napoli. Nell’analisi di queste performance bisogna considerare che facoltà come ingegneria sono caratterizzate in genere da una “fedeltà” più spiccata degli studenti, e quindi contribuiscono a migliorare i risultati degli atenei dove sono maggioritarie. Fra i politecnici, quello di Milano (”medaglia d’oro” nelle ultime graduatorie sulla qualità universitaria, pubblicate sul Sole 24 Ore del 13 luglio scorso) esce con una larga vittoria dal confronto con i concorrenti, che vede invece all’ultimo posto il Politecnico di Bari.
Con pochissime eccezioni, del resto, i parametri sulla didattica affollano nelle parti basse della classifica il Centro-Sud. Ad affondare Catanzaro, che chiude la graduatoria generale, è in particolare il basso numero di docenti di ruolo nelle materie di base e caratterizzanti, che si attesta sotto la metà della media nazionale e testimonia un’offerta formativa ipertrofica rispetto alla docenza, e un bassissimo numero di insegnamenti per i quali l’ateneo ha rilevato l’opinione degli studenti. A Viterbo, Palermo e Sassari, invece, colpisce il fatto che più dell’85% degli studenti non riesce ad approdare al secondo anno con almeno i 2/3 dei crediti previsti. Proprio su aspetti come questo si potrebbero concentrare le prossime analisi ministeriali alla ricerca dei «corsi inutili», che andrebbero misurati non solo in base al numero degli iscritti ma anche ai loro successi formativi (oltre che alla copertura da parte di docenti di ruolo).
Nel primo anno di applicazione del fondo per il merito, questa pioggia di indicatori ha determinato in realtà scostamenti minimi nel totale “incassi” delle singole università perché al netto delle quote con cui gli atenei stessi hanno alimentato il fondo, i premi effettivi non hanno superato i 60-70 milioni.
Per tradurre il meccanismo in incentivi reali bisogna aumentare la posta, e il decreto Gelmini promette di superare nei prossimi due anni i due miliardi di euro. Prima, però, c’è da sciogliere il nodo dei tagli previsti per il 2010; anche i rettori si sono accodati alla lunga fila degli aspiranti a una quota del gettito dello scudo fiscale, e tutto dipenderà dalle priorità che deciderà di indicare il ministero dell’Economia.

L’oro ha aggiornato stamani il nuovo record assoluto: sui mercati asiatici il metallo prezioso vola a 1.165,23 dollari l’oncia (+1,3%). Incidono i soliti fattori: paura per la debolezza del dollaro, di un’esplosione dell’inflazione e di una ripresa economica molto più al rallentatore di quanto finora previsto. L’oro, che da inizio anno si è apprezzato i oltre il 32%, trascina al rialzo il resto dei metalli preziosi. Stamani l’argento quota 18,76, il platino 1.460,50 e il palladio 366 dollari.
Sul fronte dei cambi il dollaro risente del nuovo record dell’oro e dell’aspettativa di un lungo periodo di tassi bassi negli Usa: l’euro apre in rialzo sopra 1,49 dollari sui mercati del Vecchio Continente. La moneta europea passa di mano a a 1,4960 dollari. Euro/yen a 132,53 e dollaro/yen a 88,52.
I prezzi del petrolio sono risaliti sopra 78 dollari il barile sui circuiti telematici asiatici. Il Wti di gennaio è in rialzo di 71 cent a 78,18 dollari il barile contro una chiusura al Nymex di 76,72 dollari (+74 cent) del contratto di dicembre in scadenza venerdì. Il Brent guadagna 75 cent a 77,95 dollari. Un ulteriore elemento di tensione sui prezzi che aggiunge un premio per il rischio geopolitico è rappresentato dalle nuove minacce rivolte dall’Iran all’Occidente.
Quanto alle piazze borsistiche, Tokyo oggi è chiusa per festività nazionale.

(ANSA) - ROMA, 20 NOV - Nell’area Asia-Pacifico il Gruppo nei primi nove mesi dell’anno ha registrato una crescita del fatturato del 25% sullo stesso periodo 2008.Risultato che sale a +200% nel raffronto tra il 3/o trimestre 2009 e il 3/o trimestre dello scorso anno. Il gruppo ha superato cosi’ di gran lunga gli obiettivi prefissati, fa notare il presidente e ad Roberto Colaninno ricevuto oggi ad Hanoi dal presidente della Repubblica Socialista del Vietnam Nguyen Minh Triet.

Il sito di aste online eBay ha concluso la vendita di Skype per due miliardi di dollari (1,34 miliardi di euro) a un fondo d’investimento privato, del quale fa parte uno dei fondatori del servizio di telefonia online.
La settimana scorsa eBay ha risolto il conflitto giuridico con i co-fondatori Niklas Zennstrom e Janus Friis, che hanno dato il via libera per concludere la vendita. Secondo l’accordo, Skype conserva la proprietà del software attraverso l’azienda di diritti d’autore, Joltid Ltd.
La cessione riguarda il 70 per cento delle quote possedute da eBay, per un totale di 1,9 miliardi di dollari (1,27 miliardi di euro, oltre a 125 milioni di dollari (83,8 milioni di euro) che saranno versati in data successiva. Quindi eBay conserva ancora il 30 per cento di Skype.
I due fondatori del programma di telefonia online, Zennstrom e Friis, conservano il 14 per cento. Il gruppo di investimenti, Silver Lake, l’ufficio di investimenti delle pensioni del Canada e Andreesen Horowitz, detiene il 56 per cento dell’azienda.

È stato Pier Silvio Berlusconi in persona ad annunciare le ultime novità di Mediaset per i suoi canali Premium a pagamento sul digitale terrestre.
La novità più importante è il lancio del servizio Premium on demand, realizzato attraverso un nuovo decoder appositamente realizzato per questo scopo. Il nuovo decoder incorpora due ricevitori digitale terrestre e un hard disk da 160 GB, costerà 139 euro ma viene fornito con una tessera Mediaset Premium del valore di 39 euro.
Il nuovo decoder registra automaticamente alcuni film trasmessi ogni giorno dai diversi canali del pacchetto Gallery, fino a formare una raccolta di 50 titoli.
Questi film sono poi a disposizione dell’utente che li potrà vedere quando e come desidera, come se possedesse il dvd di quel titolo, potendo quindi fermare la riproduzione e riprenderla oppure rivedere più volte lo stesso film. Il pacchetto di film verrà rinnovato periodicamente in modo da avere sempre in lista i titoli più recenti e importanti, sarà sempre il decoder a cancellare e registrare autonomamente le nuove liste di film.
Il servizio è particolarmente indicato per gli utenti meno esperti, che certamente avrebbero difficoltà a gestire da soli le funzioni di un videoregistratore su hard disk. Il nuovo decoder è prodotto dalla tedesca Tt Gorler e sarà subito in commercio.
Per lanciare il nuovo servizio viene avviata anche una speciale promozione che abbassa il costo mensile del pacchetto Gallery a 10 euro al mese fino al 30 agosto 2010 per i nuovi abbonati in modalità Easy Pay. Non saranno molto contenti della novità i vecchi abbonati o chi si era già dotato di un decoder in alta definizione. Il nuovo servizio infatti parte nella sola definizione standard delle immagini e necessita del nuovo decoder.
Ma lo scopo di Mediaset è quello di acquisire nuovi abbonati e anche di sferrare un nuovo colpo al nemico Sky, che aveva da poco annunciato un’iniziativa simile (senza però fornire date precise) utilizzando il decoder MySky, già dotato di hard disk, per creare una sorta di nuovo canale con il meglio della programmazione della pay-tv satellitare.
Sempre da Mediaset l’annuncio di nuovi canali del pacchetto Gallery: Premium Cinema Emotion e Premium Cinema Energy, entrambi disponibili da oggi a tutti gli abbonati senza supplementi di prezzo.
I due nuovi canali trasmetteranno film e serie televisive in linea con la loro denominazione. Su Emotion troveranno spazio film e telefilm con contenuti romantici, passionali, film leggeri e divertenti destinati a tutta la famiglia, su Energy i contenuti saranno più indirizzati all’avventura, all’azione, alla fantascienza ma anche a spettacoli comici teatrali.
Le due nuove proposte trasmetteranno circa 400 titoli mensili ciascuna, sono in formato 16:9 e non prevedono interruzioni pubblicitarie. Anche in questo caso l’arrivo dei due canali creerà qualche malumore tra gli appassionati, dato che per inserire i due nuovi canali negli attuali multiplex bisognerà rinunciare al doppio audio e ai sottotitoli che attualmente vengono diffusi, unico canale escluso dai tagli è Premium Cinema.

Le economie asiatiche «stanno rimbalzando velocemente» dai minimi toccati durante la crisi globale e, dopo aver subito un tracollo congiunturale in alcuni casi più pesante di quello di Paesi all’epicentro della crisi, «sta guidando il mondo intero al di fuori dalla crisi». Il giudizio è del Fondo monetario internazionale che, nel suo ultimo Rapporto regionale economico sull’area dell’Asia e Pacifico, sottolinea che la ripresa, tuttavia, porterà questa regione in un «nuovo mondo»: nel lungo termine la capacità di crescere delle economie asiatiche dipenderà da una serie di riforme strutturali per dare più peso ai motori interni di crescita.
Tags: Cina, Crisi, Dell, Giappone, PIL, Recessione
I televisori Lcd sono da svariati trimestri uno dei prodotti best seller nel panorama dell’elettronica di consumo e dell’industria hi-tech nel suo complesso. Quelli a tecnologia Led “rischiano” di seguirne le orme. Per le Tv a cristalli liquidi retro-illuminate a diodi (Led è l’acronimo di Light emitting diode), vero leit motiv dell’ultima edizione dell’Ifa di Berlino, il futuro sembra più che roseo e lo ha confermato in modo molto esplicito Bruce Berkoff, Presidente della LCD TV Association, nel corso della recente LEDs2009 Conference tenutasi a San Diego. Nei Paesi che compongono il cosiddetto Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e in quelli che formano il mercato aggregato Vista (Vietnam, Indonesia, Sud Africa, Turchia e Argentina) la domanda di televisori a schermo piatto continua infatti a crescere e non c’è stato alcun segno di discontinuità neppure in piena fase di recessione economica. Tanto che entro il 2013 il venduto totale di apparecchi Lcd potrebbe toccare nel complesso quota 300 milioni di unità, contro i circa 125 milioni di pezzi stimati per il 2009. Read the rest of this entry »
Cresce il sistema dell’alta velocità in Italia. Dal 13 dicembre saranno inaugurate le tratte ad alta velocità Bologna-Firenze, Novara-Milano e Gricignano-Napoli. Si aprirà al traffico commerciale l’intero asse ad alta velocità che da Torino a Salerno collega alcuni fra i più importanti capoluoghi del Belpaese. Mille chilometri di alta velocità, ha assicurato l’amministratore delegato di Fs Mauro Moretti, che porteranno benefici anche al trasporto locale. «Non ci sarà più - ha detto Moretti - lo slalom dell’alta velocità fra i treni pendolari», visto che i Frecciarossa e i Fracciargento saranno sottratti alle linee convenzionali. La conseguenza, spiegano gli addetti ai lavori, sarà che il traffico ferroviario regionale diventerà sempre più regolare e puntuale e l’offerta per i pendolari sarà potenziata, «se richiesto e finanziato dalle Regioni nell’ambito dei relativi Contratti di servizio».
Tags: BOT, Cina, Dell, Eni, ItaliaLa Norvegia ha alzato i tassi di interesse di un quarto di punto, portandoli all’1,5%. La Banca centrale norvegese è la prima in Europa ad aver elevato il costo del denaro, dopo averlo portato ai minimi storici per far fronte alla crisi finanziaria globale. L’istituto centrale ha anche segnalato l’intenzione di innalzare i tassi nel giro dei prossimi tre anni più di quanto previsto in precedenza in un contesto di accelerazione dell’inflazione e di bassa occupazione.

SONDRIO, 23 ottobre (Reuters) - La costruzione delle centrali nucleari è molto costosa e richiede tempi lunghi. E’ meglio puntare sull’efficienza energetica per ridurre le emissioni di Co2 nell’atmosfera.
Lo ha sottolineato l’AD di Eni , Paolo Scaroni, parlando in un convegno dedicato all’andamento del prezzo del petrolio, organizzato dalla Popolare di Sondrio.
“Le centrali nucleari sono costosissime, richiedono tempo e non sono così facili. Penso che dobbiamo intraprendere la strada del nucleare, ma non sarà una soluzione a breve termine. Di nuovo la strada maestra per ridurre la Co2 è l’efficienza energetica”, ha detto il manager. Read the rest of this entry »
Tags: claudio scajola, Dell, Enel, Energia, Eni, Finmeccanica, Italia, mercati internazionali, nucleare, petrolio, prezzo del petrolio, reuters, tasseL’obiettivo dell’Eni non è quello di dare energia a basso prezzo al’Italia, ma di rendere l’azienda competitiva per 300.000 azionisti “affamati di dividendo”.
E’ quanto ha sottolineato l’AD del gruppo, Paolo Scaroni, intervenuto in un dibattito sull’andamento del prezzo del petrolio, organizzato a Sondrio dalla Banca Popolare. Read the rest of this entry »
Tags: Dell, Energia, Eni, Fondi di investimento, Italia, petrolio, prezzo del petrolio
Stanno uscendo i nuovi calendari 2010! Tra le prime a denudarsi c’è Gemma Atkinson poi il calendario campari e lavazza. Rilassiamo i nostri occhi dopo una lunga sessione di trading con qualche bellezza da calendario. Cercherò di aggiornare questo post con gli ultimi arrivi.. Read the rest of this entry »
Alle porte di Firenze, a Pratolino, nel cinquecentesco giardino delle Meraviglie mediceo viene messo in funzione oggi uno strano dodecaedro energetico, una struttura chiamata Diamante, e a cui la ricerca Enel lavora da più di tre anni.
Alto 12 metri, con 38 pannelli solari monocristallini e 42 facce, Diamante è un sistema integrato di produzione fotovoltaica, con al l’interno un sofisticato sistema di accumulo energetico via idrogeno, tramite cella a combustibile e tre serbatoi sferici a idruri metallici, capaci di immagazzinare durante il giorno l’elettricità dai pannelli fotovoltaici e di rilasciarla durante la notte. Read the rest of this entry »
Fondi pensione in accelerazione nei primi nove mesi dell’anno. Tanto da aver recuperato in molti casi tutto il rosso accumulato nel 2008; il tutto grazie al rally che le Borse hanno accumulato da marzo in poi. Una prima stima dell’andamento dei fondi pensione del 2009 è stata fornito dal presidente della Covip Antonio Finocchiaro. Il numero uno dell’Authority di vigilanza su fondi pensione ha reso noto che da gennaio al 30 settembre scorso i fondi negoziali sono cresciuti in media del 7,2%, mentre i fondi aperti si sono rivalutati del 9% e i Pip del 12%. Per queste ultime due categorie il recupero rispetto all’anno più buio per la finanza internazionale è solo parziale; ma testimonia la reattività delle forme previdenziali al rimbalzo dei mercati finanziari. Le prime stime diffuse dalla Covip trovano conferma nel confronto tra le quote di settembre 2009 e quelle di dicembre 2007 di alcuni tra i maggiori fondi pensione negoziali: in questo intervallo di tempo Cometa (metalmeccanici) registra per il suo comparto Reddito (quello con più aderenti) un rialzo dell’1,5% mentre Fonchim (chimici) cresce del 1,24% per il comparto Stabilità. Read the rest of this entry »
Nove ottobre: 3,7 euro. Dodici ottobre: 0,59 euro. Ieri: 1,82 euro. Oggi: 1,35 euro. Diamo i numeri? Se vogliamo parlare dell’aumento di capitale a pagamento Tiscali in corso fino al 30 ottobre (negoziazione diritti fino al 23 ottobre) è proprio necessario farlo.
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La crisi colpisce duro il pur florido settore dei cellulari. Per la prima volta da dieci anni a questa parte Nokia (in picchiata il titolo alla Borsa di Helsinki: -8,6% a 9,44 euro, ore 13.30) chiude un trimestre in perdita, per 559 milioni di euro tra luglio e settembre mentre il fatturato totale è calato del 19,8 per cento su base annua. Ma allo stesso tempo il gigante mondiale dei cellulari ha rivisto in meglio le sue previsioni per i mesi a venire, ora si attende una ripresa dei volumi di vendite globali nell’ultimo trimestre dell’anno. Intanto il terzo trimestre si è chiuso con ricavi scesi a 9,81 miliardi di euro, l’1% in meno rispetto ai tre mesi antecedenti. Read the rest of this entry »
Tags: bilancio, cellulari, Crisi, Dell, Eni, TLCCODICE SCONTO: AA7244767
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