«Abbiamo preso atto delle stime economiche della Commissione europea,
un Pil del 2009 a -2% è un dato di consenso generale, penso
che lo
recepiremo nel programma di stabilità aggiornato». Lo ha indicato il
ministro dell’Economia Giulio Tremonti nell’incontro con i giornalisti
al termine della riunione Ecofin a Bruxelles nel pomeriggio di martedì
20 gennaio.
Tremonti ha indicato di conoscere già da qualche giorno la stima di
un Pil nel 2009 a quota -2%. «Noi procediamo con i numeri di consenso,
abbiamo aspettato a presentare il Programma di stabilità
aggiornato».Quanto alla polemica sulle previsioni economiche fatte
dalla Banca d’Italia, che nei giorni scorsi lo stesso Tremonti aveva
indicato di ritenere delle «congetture», il ministro ha invitato a
tenere conto del fatto, che essendo quella attuale non una «crisi
normale» bensì caratterizzata da forte discontinuità, «le variabili
sono troppe e troppo intense» per poter guardare alle stime senza
dubbi. «Un conto è farle e un conto è crederci, usiamo tali strumenti
per quello che sono».
A proposito del 3,8% di deficit nel 2009 (livello stimato dalla
commissione Ue) «se corretto per gli effetti del ciclo economico – ha
detto Tremonti – è come se fossimo sotto il 3%». Le cifre della
Commissione Ue indicano «che abbiamo adottato la politica giusta e
questo viene sostenuto anche dallo stesso Esecutivo europeo». Per
quanto riguarda l’eventuale apertura di procedure per deficit pubblico
eccessivo da parte della Commissione Ue, Tremonti ha indicato che «è
troppo presto» per scendere in discussioni su questo tema. In ogni caso
il direttore generale del Tesoro Vittorio Grilli ha indicato che a
Bruxelles si procederà prima sui Paesi che si trovano in deficit
pubblico sopra il 3% già nel 2008. Si tratta di Irlanda, Grecia,
Spagna, Francia, Malta. Il 18 febbraio la Commissione europea
presenterà i rapporti su tali paesi. Un secondo gruppo di paesi sarà al
centro dell’analisi comunitaria successivamente.
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One Response
giorgio ferrari
January 30th, 2009 at 4:41 pm
1credp che il Prof Tremonti abbia un compito non facile, alla luce dell’indebitamento italiano pre-crisi e quindi della limitata flessibilta’ nella manovra. in altre parole, da un punto di vista strutturale, il sistema italia si e’ fatto trovare impreparato.
ad un recente convegno all’uiversita’ bocconi, sono stati discussi questi temi da un panel diciamo innovativo e fortemente internazionale. oltre al moderatore, Prof Dallocchio, hanno partecipato Jamil Baz, senior strategist del fondo hedge GLG; Gregory Altman, International Finance Professor di Harvard e Tomaso Spingardi, membro dell’Euroean Banking Report dell’Associazione Bancaria Itaiana. Baz e Gregory hanno presentato uno studio congiunto sulle prospettive inflazionistiche e quindi del trend del costo del debito pubblico nei principali paesi europei.
Tomaso Spinardi ha presentato uno studio svolto in collaboarazione con Prof. Arnold del Massachussets Institute of Technology su ‘Behavioural finance and the missing link between the corporate governance of financial institutions and regulatory strategy’.
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