La contrazione del pil Usa nel quarto trimestre è stata del 6,2%, superiore a quella del 3,8% inizialmente stimata. Si tratta dell’arretramento più forte dell’economia americana dal primo trimestre del 1982. Gli analisti si aspettavano un calo del 5,4%. Il peggioramento delle stime in seconda lettura dipende dal cattivo andamento delle scorte e delle esportazioni. Nel 2008 l’economia Usa è cresciuta solo dell’1,1%, il livello più basso dal 2001. La spesa per consumi, che pesa due terzi del pil, è scesa del 4,3%, contro un iniziale -3,5%. Le esportazioni sono crollate a un tasso annuale del -23,6%, il minimo dal 1971, a fronte del precedente -19,7%. Gli investimenti sono scesi del 21,1%, contro il precedente -19,1%.
«Le ragioni della debolezza della crescita – afferma il dipartimento del Commercio Usa in una nota – sono le stesse già indicate nella prima stima». Il dipartimento cita inoltre «un rallentamento delle esportazioni e una prosecuzione al ribasso dei consumi interni, con una riduzione ancora più marcata degli investimenti delle imprese e un calo accentuato del mercato immobiliare».

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