La crisi della sterlina fa crollare il costo della vita a Londra. Meno care anche Roma e Milano

La tradizionale classifica dell’Economist sul costo della vita nelle grandi città del mondo normalmente non riserva grandi sorprese. Ma la crisi mondiale e i forti movimenti nei mercati valutari hanno scombinato la graduatoria. Almeno questo è il risultato dell’aggiornamento, in base agli attuali tassi di cambio, che il settimanale ha fatto della rilevazione di settembre 2008. Tutte le principali capitali europee diventano così meno care. E l’Italia non fa eccezione. Sia Roma che Milano infatti registrano perdite di posizione. Il capoluogo lombardo passa dalla 12esima alla 14esima posizione, mentre la Capitale scende dal 28esimo al 29esimo posto. Ma questi scostamenti sono poca cosa, se raffrontati con quelli di altre metropoli del Vecchio Continente, soprattutto fuori dall’area euro.

Londra e le capitali dell’Est europeo diventano «cheap»
La svalutazione della sterlina ha fatto scivolare la capitale britannica al 27esimo posto in classifica. Sotto New York, per la prima volta dal 2002. A settembre 2008 era all’ottavo posto. Retrocedono soprattuto le città dell’Est Europeo. Nelle ultime settimane le valute dei paesi ex comunisti sono state bersagliate, su timori che proprio da quest’area possa partire un’ondata di insolvenze da mutui immobiliari stile subprime. E così Varsavia scivola di ben 47 postazioni finendo al 90esimo posto.

Mosca conosce il volto della recessione
Non se la passano bene neppure Mosca e San Pietroburgo. A settembre dell’anno scorso erano rispettivamente al 31esimo e al 45esimo posto. Ora sono al 63esimo e al 78esimo. Poi il crollo delle quotazioni del greggio e dei listini della borsa di Mosca (tra le poche a chiudere nei giorni caldi della crisi dei mercati), hanno riportato la Russia alla realtà. Dopo anni di crescita sostenuta (grazie alle immense riserve di gas e petrolio) anche Mosca conosce il volto della recessione. E la città, che a settembre era più cara di New York, è ora più conveniente di Amman , la capitale della Giordania.

Tokyo e Osaka in testa alla top five
L’Europa resta tra le regioni più care al mondo. Ma alcune metropoli, che a settembre occupavano le prime posizioni, ora retrocedono. È il caso di Oslo, che passa dalla prima alla quinta posizione, per via dell’indebolimento della corona nei confronti delle principali monete mondiali. Il rafforzamento dello yen sull’euro, per contro, ha fatto salire le metropoli giapponesi di Tokyo e Osaka rispettivamente al primo e al secondo posto della classifica (prima erano al sesto e all’ottavo). Nel resto dalla top five troviamo Parigi (scesa dal secondo al terzo gradino del podio), Compenaghen (che perde una posizione) e Oslo.

Guarda le 10 città più care (fonte Economist)

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