Sony e YouTube: prove di matrimonio per i film sul Web
YouTube, Il gigante dei video su Internet avrebbe in canna un nuovo colpo per dare ulteriore lustro al suo assai gettonato palinsesto: un accordo con Sony Pictures per avere in licenza alcuni film (fra cui titoli di successo come “Spider-Man”) prodotti dalla divisione Entertainment del colosso giapponese.
Dalle due compagnia non sono arrivate conferme o smentite in proposito ma vari addetti ai lavori americani hanno già sottolineato come l’accordo potrebbe generare significativi benefici per entrambi.
L‘indiscrezione del possibile accordo arriva oltretutto a pochi giorni di distanza dall’annuncio (ufficiale) firmato Disney per cedere proprio a YouTube i diritti di alcuni suoi cortometraggi e il fatto conferma le intenzioni della sussidiaria di Google nel voler recitare un ruolo di primo piano anche nelle vesti di provider di contenuti “premium” e non solo come vetrina ideale per ospitare i filmati autoprodotti dagli utenti o estratti illegalmente (come è successo in passato) dai programmi televisivi.

Il primo passo in questa direzione YouTube l’ha fatto comprando lo scorso autunno un carnet di titoli cinematografici dalla Metro-Goldwyn-Mayer ma il progetto di diventare una sorta di “giardino prediletto” per le major di Hollywood non sta procedendo, per varie ragioni, come previsto. Intanto perché c’è qualcuno, e nella fattispecie Hulu, il portale a tutto video messo in piedi da News Corp e NBC Universal, che si sta rivelando un fortissimo concorrente al pari di Netflix, che è l’indiscusso numero uno negli Usa dei film da noleggiare via Web e da riprodurre via pc sulla Tv del salotto. In secondo luogo il fatto che la pubblicità on line sta vivendo un periodo non certo entusiasmante pur confermandosi un mercato in continua ascesa e in ultima analisi non va dimenticato che Sony Pictures ha già dalla sua Crackle.com , una piattaforma di entertainment multimediale acquisita per 65 milioni di dollari nel 2006 che distribuisce via Web contenuti digitali (mini serie Tv, film e trailer, video clip) pescati nella grande bacheca della casa madre.

Il fatto che Crackle sia una sorta di YouTube (pagato 1,65 miliardi da Google) sui “generis” e che abbia accordi di licensing per alcuni titoli con le varie Hulu, Sprint e Aol non impedirebbe però l’accordo fra le due società semplicemente perché entrambe necessitano di incrementare (legalmente e responsabilmente) le rispettive audience. Un parametro che anche a Hollywood – l’industria del cinema è più che mai in cerca di nuovi canali remunerativi di sbocco per la sua produzione – non passa certo inosservato.

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