La crisi colpisce duro il pur florido settore dei cellulari. Per la prima volta da dieci anni a questa parte Nokia (in picchiata il titolo alla Borsa di Helsinki: -8,6% a 9,44 euro, ore 13.30) chiude un trimestre in perdita, per 559 milioni di euro tra luglio e settembre mentre il fatturato totale è calato del 19,8 per cento su base annua. Ma allo stesso tempo il gigante mondiale dei cellulari ha rivisto in meglio le sue previsioni per i mesi a venire, ora si attende una ripresa dei volumi di vendite globali nell’ultimo trimestre dell’anno. Intanto il terzo trimestre si è chiuso con ricavi scesi a 9,81 miliardi di euro, l’1% in meno rispetto ai tre mesi antecedenti.

L’utile operativo è calato a 741 milioni di euro, il 57,8 per cento in meno rispetto all’analogo periodo di un anno prima, e un meno 4,4 per cento rispetto ai primi tre mesi. Gli utili per azione sono calati del 48,5 per cento su base annua, a 0,17 euro. L’amministratore delgato, Olli-Pekka Kallasvuo ha fatto sapere che la domanda di telefonia mobile è migliorata nel trimestre preso in esame, ma ha ammesso che la compagnia ha avuto dei problemi per quanto riguarda l’unità delle reti tlc (Nokia Siemens Networks), che ha dovuto mettere in bilancio nell’avviamento svalutazioni per 906 milioni di euro. «La domanda di telefoni cellulari è migliorata in molti mercati durante il terzo trimestre», ha spiegato Olli-Pekka Kallasvuo, ceo del gruppo. «Dato che il prezzo medio dei nostri prodotti si è mantenuto costante – ha aggiunto – l’aumento dei volumi si è tradotto in un aumento dei ricavi della divisione Devices & Services».

Il numero uno mondiale si attende adesso che l’intero settore registri una contrazione di vendite del 7 % per l’insieme del 2009, a 1 miliardo 120 mila unità, laddove in precedenza si aspettava un calo del 10 per cento. Per quanto riguarda la sua quota di mercato, Nokia (che ha confermato un ulteriore rafforzamento della gamma smart-phone) conta di mantenerla nel quarto trimestre dopo che con un 38% sul terzo si è attestata a livelli i linea con un anno prima e con il secondo trimestre. Meno chiaro resta l’andamento prevedibile per il prossimo anno: secondo Kallasvuo non c’è chiarezza su come si svilupperanno i consumi a livello globale. (Al.An.)

15 ottobre 2009
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