Fondi pensione in accelerazione nei primi nove mesi dell’anno. Tanto da aver recuperato in molti casi tutto il rosso accumulato nel 2008; il tutto grazie al rally che le Borse hanno accumulato da marzo in poi. Una prima stima dell’andamento dei fondi pensione del 2009 è stata fornito dal presidente della Covip Antonio Finocchiaro. Il numero uno dell’Authority di vigilanza su fondi pensione ha reso noto che da gennaio al 30 settembre scorso i fondi negoziali sono cresciuti in media del 7,2%, mentre i fondi aperti si sono rivalutati del 9% e i Pip del 12%. Per queste ultime due categorie il recupero rispetto all’anno più buio per la finanza internazionale è solo parziale; ma testimonia la reattività delle forme previdenziali al rimbalzo dei mercati finanziari. Le prime stime diffuse dalla Covip trovano conferma nel confronto tra le quote di settembre 2009 e quelle di dicembre 2007 di alcuni tra i maggiori fondi pensione negoziali: in questo intervallo di tempo Cometa (metalmeccanici) registra per il suo comparto Reddito (quello con più aderenti) un rialzo dell’1,5% mentre Fonchim (chimici) cresce del 1,24% per il comparto Stabilità.

Nulla di trascendentale, ma è il segno che i fondi pensione stanno lasciandosi alle spalle gli effetti della crisi finanziaria che tanto aveva inciso sull’affidabilità di questi strumenti di risparmio nel grande pubblico. Meno di 5 milioni di lavoratori dipendenti privati su 12 ha deciso di dotarsi di questa copertura previdenziale, mentre i dipendenti pubblici ne sono sprovvisti.

Il presidente della Covip ha reso noto nel corso di un convegno che il flusso di adesioni anche nel 2009 ha subito un rallentamento vistoso, dopo un 2008 già poco spumeggiante: solo i Pip vedono crescere le loro adesioni del 16% circa, mentre gli aperti salgono del 2% e i negoziali sono praticamente fermi. La ragione di questa disparità risiede negli alti incentivi alle reti di vendita delle polizze previdenziali: strumenti più costosi dei fondi aperti e ancor più dei negoziali e non sempre più redditizi o raffinati di questi. Finocchiaro ha sottolineato inoltre la necessità di riformare il decreto 703/96 che regola i criteri e i limiti di investimento per i fondi pensione, oltre i conflitti di interesse . E ha inoltre sottolineato l’urgenza di dar vita ad un grande sforzo collettivo di educazione pervidenziale, per consentire ai lavoratori di “acquisire la consapevolezza del processo di allungamento della vita media e dell’impatto di tale condizione sul livello di reddito necessario per la loro pensione”.

Ecco i valori di fine 2007 di alcuni tra i fondi negoziali piu’ importanti, confrontati con i valori di fine settembre 2009.

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