L’obiettivo dell’Eni non è quello di dare energia a basso prezzo al’Italia, ma di rendere l’azienda competitiva per 300.000 azionisti “affamati di dividendo”.
E’ quanto ha sottolineato l’AD del gruppo, Paolo Scaroni, intervenuto in un dibattito sull’andamento del prezzo del petrolio, organizzato a Sondrio dalla Banca Popolare.
“Il mio predecessore, Enrico Mattei, stava seduto su un’azienda pubblica e il suo scopo sociale era quello di fornire energia a basso prezzo alla giovane Repubblica italiana affamata di energia”, ha spiegato il manager.
Che ha aggiunto: “Io ho 300.000 azionisti affamati di dividendo nel mondo e il mio obiettivo non è affatto dare energia a basso prezzo all’Italia, ma di fare un’azienda competitiva per tutti i suoi azionisti. Questo è il mio oggetto sociale”.
Il manager, rispondendo a una domanda sul prezzo elevato dell’energia nonostante lo Stato detenga il 30% del capitale della società, ha evidenziato che “è vero che il Tesoro possiede il 20% del capitale e la Cdp il 10%, ma anche se avessi un solo azionista privato, sono costretto ad occuparmi dei suoi interessi quando compra le azioni”.
A fine luglio Eni ha annunciato, a sorpresa, la riduzione del dividendo interim a 0,50 euro per azione, suscitando la reazione negativa dei mercati e di molti fondi di investimento. Uno di questi, Night Vinke, ha anche chiesto la separazione del downstream dall’upstream per liberare del valore nascosto del gruppo.

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