I televisori Lcd sono da svariati trimestri uno dei prodotti best seller nel panorama dell’elettronica di consumo e dell’industria hi-tech nel suo complesso. Quelli a tecnologia Led “rischiano” di seguirne le orme. Per le Tv a cristalli liquidi retro-illuminate a diodi (Led è l’acronimo di Light emitting diode), vero leit motiv dell’ultima edizione dell’Ifa di Berlino, il futuro sembra più che roseo e lo ha confermato in modo molto esplicito Bruce Berkoff, Presidente della LCD TV Association, nel corso della recente LEDs2009 Conference tenutasi a San Diego. Nei Paesi che compongono il cosiddetto Bric (Brasile, Russia, India e Cina) e in quelli che formano il mercato aggregato Vista (Vietnam, Indonesia, Sud Africa, Turchia e Argentina) la domanda di televisori a schermo piatto continua infatti a crescere e non c’è stato alcun segno di discontinuità neppure in piena fase di recessione economica. Tanto che entro il 2013 il venduto totale di apparecchi Lcd potrebbe toccare nel complesso quota 300 milioni di unità, contro i circa 125 milioni di pezzi stimati per il 2009.

Berkoff, nell’affrontare il tema dei Led, ha quindi prima bacchettato Samsung – “rea” di aver utilizzato impropriamente tale “marchio” per spingere le vendite dei suoi modelli Lcd di tipo “Edge”, più sottili ma meno performanti rispetto ai Led Full Backlight – e poi predetto con convinzione come tutti i principali produttori muoveranno massicciamente verso questa nicchia di mercato delle flat Tv. La transizione verso i televisori Led, secondo Berkoff, sarà generalizzata e per vari motivi, a cominciare dalla migliore qualità delle immagini garantita dai pannelli retro-illuminati per finire con le previste maggiori economie di scala raggiungibili rispetto all’utilizzo delle classiche lampade fluorescenti CCFL (Cold Cathode Fluorescent Lamp). In poche parole, niente sfarfallii e maggiore resa visiva con costi di produzione dei pannelli che, a lungo andare, risulteranno anche più contenuti di quelli attuali: questo il succo della nuova “rivoluzione” nel campo delle TV flat. Non ultimo, ed è un parametro tutt’altro che trascurabile, i televisori a tecnologia Led consumano molta meno energia rispetto ai tradizionali Lcd e agli apparecchi al plasma. Messi insieme i vari “plus”, i Led diverranno quindi un’arma commerciale fondamentale per Samsung & Co. anche per un altro motivo, assai funzionale ai loro bilanci: poterli vendere alle catene di vendita a un prezzo superiore rispetto a quello medio e continuamente in discesa imposto dalle dinamiche di un mercato di commodity quale è oggi quello degli Lcd. E se oggi parliamo di una fetta molto marginale del giro d’affari delle flat TV – la percentuale di apparecchi Led Full Backlight sul totale degli Lcd è stimata a fine 2009 all’1,5% – nei prossimi 12 mesi assisteremo secondo Berkoff a un vero e proprio boom, quando un televisore a cristalli liquidi su 10 (oltre il 10% per la precisione) venduto nel mondo sarà retro-illuminato a diodi.

E gli schermi Oled? Sugli smartphone
Per una “nuova” tecnologia che avanza (i Led) ce n’è un’altra che invece rischia di rimanere al palo, dal punto di vista degli sbocchi sul mercato delle Tv almeno. Dei pannelli Oled (Organic light-emitting diode), ultrasottili e a bassissimo consumo energetico, si parla infatti da almeno tre anni ma allo stato attuale c’è un solo modello di televisore in vendita (a oltre 2.000 euro di listino), quello da 11 pollici XEL-1 lanciato da Sony nel 2008. La stessa Sony aveva predetto questa primavera l’avvento di formati da 21 e 27 pollici ma poi, principalmente a causa di priorità di business ben più pressanti, ha fatto dietrofront interrompendo gli sviluppi in tale direzione. Il rischio che la tecnologia Oled, nei Tv, rimanga quindi ancora per un bel po’ ai margini del mass market è reale e secondo gli esperti solo le mosse in questo campo di Samsung e Lg Electronics, le uniche pronte a investire significativamente su questi prodotti, potrebbero invertire la tendenza. Mettere in piedi una fabbrica per produrre a volumi pannelli Oled grande formato (anche oltre il 32 pollici) costa infatti almeno un miliardo di dollari e di questi tempi sono ben poche le aziende della consumer electronics che possono permettersi una simile spesa. Lg, in ogni caso, ha confermato che inizierà a vendere in Corea un Tv ultrasottile illuminato a diodi organici da 15 pollici a partire da fine 2009 ma la massima capacità produttiva garantita è di 200mila apparecchi finiti al mese. Rispetto ai volumi in gioco negli Lcd un’inezia. Per contro gli schermi Oled stanno trovando terreno fertile nel campo dei dispositivi mobili, smartphone in testa, e non è quindi un caso che la stessa Samsung abbia dichiarato come, nel 2010, le proprie fabbriche arriveranno a sfornare oltre 10 milioni di display ultrasottili inferiori ai 15 pollici al mese.

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