L’oro ha aggiornato stamani il nuovo record assoluto: sui mercati asiatici il metallo prezioso vola a 1.165,23 dollari l’oncia (+1,3%). Incidono i soliti fattori: paura per la debolezza del dollaro, di un’esplosione dell’inflazione e di una ripresa economica molto più al rallentatore di quanto finora previsto. L’oro, che da inizio anno si è apprezzato i oltre il 32%, trascina al rialzo il resto dei metalli preziosi. Stamani l’argento quota 18,76, il platino 1.460,50 e il palladio 366 dollari.

Sul fronte dei cambi il dollaro risente del nuovo record dell’oro e dell’aspettativa di un lungo periodo di tassi bassi negli Usa: l’euro apre in rialzo sopra 1,49 dollari sui mercati del Vecchio Continente. La moneta europea passa di mano a a 1,4960 dollari. Euro/yen a 132,53 e dollaro/yen a 88,52.

I prezzi del petrolio sono risaliti sopra 78 dollari il barile sui circuiti telematici asiatici. Il Wti di gennaio è in rialzo di 71 cent a 78,18 dollari il barile contro una chiusura al Nymex di 76,72 dollari (+74 cent) del contratto di dicembre in scadenza venerdì. Il Brent guadagna 75 cent a 77,95 dollari. Un ulteriore elemento di tensione sui prezzi che aggiunge un premio per il rischio geopolitico è rappresentato dalle nuove minacce rivolte dall’Iran all’Occidente.

Quanto alle piazze borsistiche, Tokyo oggi è chiusa per festività nazionale.

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