Il Sole 24 Ore Radiocor – Wall Street va a picco nel finale, con il
Dow Jones che scivola sotto i 10mila punti cedendo ben il 9% per poi
riprendersi subito dopo a -6,2%. Pesano la crisi in Grecia e il timore
che il pacchetto di aiuti non sarà sufficiente a risolverla nel lungo
termine, ovvero gli stessi elementi che hanno affossato le piazze
europee. A sostenere Wall Street non sono sufficienti le notizie
arrivate dal fronte macroeconomico: le richieste iniziali di sussidi di
disoccupazione sono calate per la terza settimana, ma meno delle
previsioni degli analisti, e la produttività è cresciuta più delle stime
del consensus, ma a un passo più lento rispetto ai precedenti
trimestri.

La giornata in Europa

Ore 16.13 Piazza Affari inizia uno dei suoi peggiori finali di seduta
degli ultimi anni. L’indice di riferimento il Ftse Mib, dove pesano
fortemente i titoli bancari, rompe la soglia psicologica dei 20.000
punti e sprofonda quasi fino a 19.100 punti. Arriva a perdere oltre il
5%, per chiudere in calo del 4,27% a 19.483,93 punti

Una piccola
tempesta perfetta
costituita da un mix di fattori: i rumors di
un taglio del rating da parte di S&P’s sull’Italia -ipotesi
quest’ultima smentita e comunque assurda in quanto l’outlook sul nostro
paese è stabile e quindi non può esserci un taglio del merito di
credito; il giudizio
di Moody’s
, arrivato ben dopo quello di S&P’s di alcuni giorni
fa, sulla possibilità di un contagio del problema-debito anche
all’Italia; lo scattare degli stop-loss legati alla soglia dei 20.00
punti con la conseguente chiusura di molte posizioni; i timori
conseguenti alla riduzione, seppur minima, delle stime do crescita del
governo sul 2010 e 2011 (una già bassa crescita, ancora più ridotta,
pone il problema del consolidamento del debito sovrano); infine, la
speculazione che non aspettava altro che il momento giusto per sparare
le proprie cartucce.

Giù le altre
Borse europee, Atene chiude in crescita


Le altre principali
Borse europee
, dopo una partenza in netto calo per la tensione
legata alla crisi di Atene i listini hanno recuperato terreno per,
chiudere, in calo tra lo 0,66% e il 2,16 per cento. Dal canto suo, la
Borsa ellenica, non è stata travolta dalla nuova ondata di vendite:
l’indice Composite ha guadagnato lo 0,98% e l’Athex 20 l’1,39%.

La Bce mantiene
fermi i tassi


Con l’area euro di nuovo assediata dalle tensioni dei mercati, la
Banca centrale europea mantiene i tassi di interesse inchiodati al
minimo storico dell’1 per cento. La decisione è stata comunicata dal
Consiglio direttivo, che oggi si è riunito in trasferta a Lisbona, una
delle capitali dei paesi, assieme alla Grecia, considerati anelli deboli
dell’Unione monetaria sulla deriva dei conti pubblici.

I titoli a Piazza Affari

Sul listino di Piazza Affari le vendite hanno colpito i bancari:
Mediobanca ha chiuso in calo dell’8%, Intesa del 7,7% (era arrivata a
perdere oltre l’11%), UniCredit il 7,4%, Ubi Banca il 6,79%, Banca Mps
il 6,6%, Banco popolare il 6,35%, Pop Milano il 6,2% e Unipol il 5,34%
per cento.

Bernabè: «una
situazione incredibile»


La lunga lista dei titoli bancari come peggiori performance delle
blue chip è interrotta, suo malgrado, solo da Telecom Italia (-6,23%).
Un andamento che ha “causato” l’intervento del ceo Franco Bernabé:
«Credo sia una reazione esagerata rispetto alle paure che probabilmente
si sono avute sul mercato italiano» in relazione «alla situazione
finanziaria mondiale», ha detto Bernabé aggiungendo: « quello che sta
succedendo è ingiustificabile e incredibile». Secondo il numero uno di
Telecom, la situazione finanziaria in Italia é «molto più solida
rispetto a quella degli altri paesi» e anche la situazione di Telecom é
«di robustezza e solidità, anche sul fronte dell’indebitamento, che ci
permetterà di stare fuori dal mercato fino al 2012».

Euro ai minimi da marzo 2009

Ancora sotto pressione l’euro che, dopo un avvio in recupero, ha
invertito la rotta iniziando un netto calo (leggi
l’analisi a cura del Sole24Ore.com
). La moneta unica è scesa per la
prima volta in oltre due mesi sotto la soglia di 120 yen a 119,79 da
121,36 della chiusura di ieri. È il livello più basso dal 12 marzo 2009.

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