10 May
Posted by ReD as Notizie
Per il momento siamo a una proposta. Dettagliata, ma pur sempre di
proposta si tratta. Quella che Fastweb, Wind e Vodafone hanno già recapitato alle
autorità competenti chiedendo loro di avviare il progetto di creazione
della “new company” che dovrà realizzare la rete di nuova generazione e
portare Internet in fibra ottica a tutti gli italiani (sostituendo in toto il
doppino di rame). Una società che dovrà coinvolgere operatori
telco (nessuno
escluso) e soggetti pubblici e privati, che dovrà essere intesa,
queste le intenzioni, come un passo in avanti comune.
Il progetto dell’infrastruttura ultra broadband su base nazionale alla
base dell’iniziativa targata Fastweb, Wind e Vodafone, illustrata
ufficialmente alla stampa oggi (venerdi 7 maggio, ndr) a Milano dagli
amministratori delegati delle tre società, è chiara negli intenti ma
difficile da capire come potrà essere tradotta in iniziative sul campo.
Un progetto che pare abbia trovato il gradimento del governo e del
viceministro Paolo
Romani, che però ha già avvertito come, per dare concretezza al
progetto Ngn, il fatto di coinvolgere Telecom Italia sia indispensabile.
Ben venga l’iniziativa congiunta, insomma, ma lasciar fuori a priori
l’azienda ex monopolista non è possibile. Il punto, fotografato
perfettamente dal presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, è se Telecom è
disposta a fare la rete di nuova generazione con i tre operatori. Fra
inviti al dialogo, ammiccamenti e prese di posizione ciò che fa sperare è
il fatto che dall’Autorità garante per le comunicazioni le regole tanto
auspicate arriveranno e non saranno cucite addosso a un progetto in
particolare. Che poi quella di Vodafone, Fastweb e Wind sia una mossa
per battere cassa, per ottenere cioè condizioni migliori per operare
come concorrenti di Telecom, ci può anche stare, anche se i diretti
interessati hanno usato ben altre argomentazioni per presentarla
ufficialmente.
Il pilot a Roma: 7.400 abitazioni da rame a fibra entro luglio
Il progetto sottoposto alle istituzioni prevede, recita la nota
congiunta emessa dalle tre società, la realizzazione di un’unica rete «Fiber To The Home
(Ftth),
in modalità punto-punto, che raggiungerà direttamente le case e le
imprese e consentirà connessioni sempre più veloci con prestazioni ed
affidabilità superiori all’attuale rete in rame con l’ulteriore
vantaggio derivante dai minori costi di manutenzione tipici della fibra.
I numeri dell’attuale piano di cablatura sono già noti: copertura di
15 città per circa 10 milioni di abitanti entro cinque anni con un
investimento di circa 2,5 miliardi di euro, da ripartire tra tutti gli
operatori e le istituzioni coinvolte e con pareggio finanziario previsto
in nove anni (nella
migliore delle ipotesi).
In una seconda fase, l’estensione della rete Ftth potrebbe toccare in
5-0 anni 500 comuni
con più di 20.000
abitanti e raggiungere così il 50% circa della popolazione
italiana. Il tutto con un ulteriore spesa di 8,5 miliardi di euro e un
ritorno economico stimabile in 11 anni. I primi passi, certi, di questo
progetto si vedranno a Roma, dove Fastweb, Wind e Vodafone hanno già
lanciato la prima sperimentazione pilota di una rete in fibra ad alte
prestazioni e aperta agli operatori nell’area della Collina Fleming.
L’obiettivo dichiarato è di realizzare collegamenti punto a punto (il
cavo in fibra va dalla centrale direttamente alla casa del cliente,
senza passare da una stazione, denominata tecnicamente “splitter”,
intermedia) a 7.400 unità immobiliari entro fine luglio 2010.
L’area,
dicono i portavoce delle tre società, è stata scelta perché
rappresentativa di un bacino di utenza servito da più operatori (Telecom
Italia compresas). A loro il privilegio di testare i benefici del
passaggio dal doppino di rame alla fibra ottica per navigare sul Web,
scaricare video e guardare la Tv via Internet. Un passaggio che sotto il
profilo dei costi per l’utente dovrebbe essere del tutto indolore.
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