Hanno mentito e mentono ancora. Hanno mentito quando dichiaravano che
l’Euro avrebbe protetto il potere d’acquisto, e all’opposto lo ridusse
del 40%. Era così sicuro e conveniente – dicevano – che non solo era
superflua una consultazione popolare, ma anzi la gente doveva
assolutamente pagare tasse aggiuntive per meritare il privilegio di
entrare nell’Euro, nella Moneta Unica.
Mentirono sulla quantità di tasse da pagare per entrare nell’Euro:
prima erano 5.000 miliardi di Lire, poi 10.000, poi 20.000. A un certo
punto ci dissero che finalmente eravamo nell’Euro, nella Moneta Unica.
Ma anche qui mentivano, e ora ce ne stiamo accorgendo: l’Euro non è
una moneta unica. Affermarlo, è stata una truffa. Esso è una cosa
molto diversa: è un insieme di parità fisse di cambio tra le varie
monete partecipanti. E’ come il vecchio Sistema Monetario Europeo,
saltato nei primi anni ’90, solo che ha introdotto banconote e
spiccioli comuni, per corroborare l’illusione che sia una moneta
unica. Non è una moneta unica perché l’Euro viene prodotto dalla BCE e
“venduto” ai singoli paesi contro titoli del debito pubblico dei
singoli paesi. Ogni paese emette e vende i suoi propri titoli. Ogni
paese, ogni debito pubblico, ha il suo rating e paga il suo tasso di
interesse: più i suoi conti sono affidabili, meno paga. E le
differenze possono essere elevate. Inoltre, le agenzie di rating
possono giocare, e hanno giocato, a dividere l’Eurozona ribassando
artatamente il rating di questo o quel paese finanziariamente in
difficoltà. Si può arrivare a una situazione in cui la BCE dichiari
che i titoli di un dato paese dell’Eurozona non siano più utilizzabili
per acquistare Euro.
Affinché più paesi facciano una moneta unica, comune, è necessario
che emettano titoli del debito pubblico comuni, ossia che unifichino i
loro rispettivi debiti pubblici. Che paghino un unico tasso di
interesse. Il che ovviamente non è avvenuto e non può avvenire: Germania
e Francia non unificheranno mai i loro debiti pubblici con quelli di
Italia, Spagna, Portogallo, Grecia. Ecco perchè fu una vera e propria
truffa, gli artifici e raggiri: indussero la gente a pagare loro delle
tasse in più, a dare loro dei soldi, con la promessa di un vantaggio
che non c’era. Ma sono una classe di truffatori professionali.
Quello che è avvenuto e che era prevedibile e inevitabile, e da
alcuni è stato voluto, è che costringere sistemi economici poco
efficienti a servirsi della medesima moneta dei sistemi economici più
efficienti con cui avevano rapporti di concorrenza e/o di scambio
commerciale, ha causato il declino e lo smantellamento dei sistemi
economici inefficienti, non competitivi: Grecia, Meridione, Portogallo…
Tanto più che, al contempo, arrivava l’attacco competitivo nei nuovi
paesi comunitari est-europei nonché della Cina, dell’India, del
Pakistan, del Marocco… Tra aree economiche aventi livelli di efficienza e
di indebitamento molto distanti tra loro, non ci può essere una
moneta comune. Ma non può nemmeno sopravvivere una parità comune,
senza ammazzare le aree deboli, non competitive. A meno che queste non
prendano il potere politico sull’Unione e non sfruttino colonialmente
quelle forti. Quindi l’Euro salterà, in un modo o nell’altro.
Intanto i banchieri portano avanti la loro politica e i loro affari.
Ricordate quando le banche, la BCE, erogavano prestiti facili e a
minimi tassi? E poi, quando famiglie e imprese si furono indebitate,
strinsero i cordoni con Basilea I e Basilea II, mandando a rotoli
l’economia? Causando una marea di insolvenze e di pignoramenti? E,
quando i costi maggiori finanziari prodotti da questa stretta
creditizia, cioè monetaria, e le insolvente, pure da essa prodotte, si
tradussero in un generale rincaro dei prezzi, gridarono all’inflazione
monetaria, e strinsero ancora di più i cordoni della liquidità, e
alzarono ripetutamente i tassi, fino a ottenere il crollo dei mercati
finanziari e dell’economia reale nel 2008? Vi ricordate che, allora,
diciamo a fine luglio, dall’oggi al domani,contraddicendosi
spudoratamente, gli stessi “scoprirono” che c’era un drammatico bisogno
di liquidità, e buttarono i tassi a zero? E usarono i governi per far
rifinanziare banche e simili coi denari pubblici, cioè con pubblico
indebitamento, togliendo i soldi all’economia reale e ai redditi e alla
spesa pubblica? E avete notato come, con quei rifinanziamenti, le
banche hanno imbastito tra loro un frenetico scambio di titoli
finanziari per far risalire artificiosamente i mercati, inducendo
risparmiatori fondi previdenziali e di investimento a metterci i loro
soldi per rifarsi delle perdite del 2007-2008? E come hanno riportato i
bonus dei loro CEO a livelli superiori al crollo delle borse?
Adesso la cosa si ripete: nuovo sacco dei redditi e dei risparmi per
trasferire ricchezza al sistema bancario, anziché far pagare le banche
autrici e beneficiarie di truffe e speculazioni distruttive.
L’inflazione rialza la testa e la BCE assicura che non tollererà che
ciò avvenga. Ossia preannuncia e pregiustifica rialzi dei tassi. Ma sa
benissimo che, oggi come prima del 2008, non c’è alcuna inflazione
monetaria, proprio perché, al contrario di quanto assume (in ovvia mala
fede) la BCE, l’economia reale sta morendo di scarsità di denaro
disponibile. Quella falsamente presentata come inflazione da eccesso di
moneta, in realtà è l’aumento dei costi finanziari (e conseguentemente
dei prezzi di beni e servizi) dovuto appunto alla stretta creditizia
di Basilea I, II e III , alla pratica sistematica dell’usura da parte
delle banche di credito col tacito consenso delle banche centrali,
all’aumento dei costi unitari industriali dovuto a diseconomie di scala
(a loro volta dovute alla minor produzione e alla concorrenza cinese).
Ma anche al fatto che banchieri e governanti hanno dirottato le
risorse monetarie dai consumi, dai redditi, dagli investimenti, dalla
tutela dei bilanci pubblici al sostegno delle banche e della
speculazione finanziaria, demonetizzando l’economia produttiva e
indebitando gli Stati a favore di quella speculativa, e diffondendo
insolvenze, fallimenti, licenziamenti.
Ora, con le manovre di aggiustamento dei conti, con nuove tasse, con
ulteriori tagli dei redditi e della spesa pubblica, e insieme col
rialzo dei tassi, è chiaro che i poteri monetari puntano
deliberatamente a produrre una depressione economica di prim’ordine e
di lunga durata (una manovra che io interpreto, nel mio recente
Oligarchia per Popoli Superflui, come finalizzata a salvare la Terra
dall’inquinamento industriale e civile, dall’esaurimento delle materie
prime, dalla sovrappopolazione). Ci sono precedenti di decisioni di
tal tipo calete proprio dall’alto: come provato dal prof. Richard
Werner nei suoi saggi The Princes of the Yen e New Paradigm in
Macroeconomics, una cosa analoga il sistema bancario internazionale ha
già fatto nel 1991 al Giappone, per tagliare le gambe alla sua
economia mediante una brusca ed economicamente ingiustificabile
stretta monetaria, che bloccò l’espansione industriale e commerciale
di quel paese, e ancora oggi lo mantiene nella stagnazione. E così
facendo consentì l’ascesa dell’astro cinese, designato a comperare
l’incessante emissione di t-bonds balordi degli USA – USA che erano
all’inizio di una lunga e costosissima serie di campagne belliche e di
un crescente indebitamento interno ed estero, senza possibilità di
pagarlo; quindi avevano bisogno di un alleato economicamente
gigantesco per sostenerli dal fallimento – un alleato che andava
remunerato per questa sua opera. La remunerazione è consistita nel
metterlo in condizione di mangiarsi le economie reali e gli spazi di
mercato dei vecchi alleati di Washington, dal Giappone all’Italia.
Quale che sia il fine reale della manovra bancaria per mandare
l’Occidente in depressione economica, la realtà di tale manovra è
tangibile, comprovata. E i politici, i governi, i parlamenti assecondano
tale disegno depressivo. Se si volessero realmente opporre, i governi
potrebbero facilmente farlo con operazioni sotto copertura nei
confronti della grande finanza e delle sue agenzie di rating, analoghe a
quelle che conducono nei confronti del terrorismo non finanziario.
In Italia e in altri paesi ci stupiamo che la classe dirigente
politica e burocratica rubi, o mangi, o arraffi, e che lo faccia in modo
non accidentale, non isolato, ma sistemico. Ma che altro potrebbe
fare, se non questo, una classe dirigente che, nel sistema effettivo
dei poteri, è sottoposta al potere finanziario, che è il braccio
esecutivo e la maschera sporca di quegli interessi, e che su loro
mandato saccheggia e boicotta i popoli che sulla carta dovrebbe
rappresentare e amministrare? E’ inevitabile che arraffi queol che può
in proprio, oltre a saccheggiare per essi. Non ha lo spazio per fare
politica, nemmeno per fare piani di politica economica. Può solo
eseguire, e rubacchiare mentre lo fa. Ecco perchè, quando ai leaders
politici si chiede che programmi di medio e lungo termine abbiano, essi
non sanno rispondere.
In Italia, con la tangentopoli bis, stanno sviando l’opinione
pubblica dal male grande (il sistema di sfruttamento da parte
dell’oligarchia bancaria) al male piccolo ma più accettabile
all’opinione pubblica (la c.d. corruzione dei politici e dei grand
commis), la quale quindi viene condizionata a vedere il problema come di
una classe dirigente diffusamente disonesta: un problema da risolvere
con indagini e sanzioni e più richiami a valori etici.
I popoli, le masse, non sono, proprio perché numerosi, in grado di
imparare, di capire, di evitare. Agiscono secondo emozioni, abitudini,
imitazione. Altrimenti non sarebbero caduti nella trappola dei prestiti
facili né in quella della crisi alle spalle. E non sono nemmeno in
grado di coordinarsi, altrimenti avremmo già avuto una rivoluzione
violenta negli USA come in Grecia, in Italia etc., contro questi
parlamenti e questi governi che depredano le loro popolazioni su
mandato dei banchieri, mentendo e ingannando sistematicamente in
materia economica. Ma queste rivoluzioni sarebbero del tutto inutili,
perché non vi è alternativa, nei nostri tempi, al governare i popoli
attraverso lo strumento monetario e bancario, e agli strumenti più
specificamente manipolatori. Quindi, se non scoppia la rivoluzione, non
perdiamo nulla, tranne il truculento e inverosimile spettacolo del
popolo che sfoga la sua indignazione sulle piazze, facendo in pezzi
ministri, onorevoli e senatori, boiardi di Stato e tutti gli altri da
cui crede di essere stato ridotto in miseria.
Marco Della Luna, Consulente di Liberi Industriali Associati

Fonte:
INGANNO, DEPRESSIONE E CORRUZIONE – Marco Della Luna

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