04 Jan
Posted by ReD as Notizie
Non sono mancati singoli episodi particolarmente significativi: un commerciante deteneva beni di lusso in conto vendita per più di 1,6 milioni di euro, senza alcun documento fiscale. I dati più interessanti sono emersi dai controlli sui possessori di 251 auto di lusso di grossa cilindrata. Su 133 auto intestate a persone fisiche, 42 appartengono a cittadini che hanno dichiarato meno di 30 mila euro lordi di reddito sia nel 2009 sia nel 2010, mentre 16 auto sono intestate a contribuenti che hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi. Gli altri 118 superbolidi sono intestati a società che sia nel 2009 sia nel 2010 hanno dichiarato in 19 casi di essere in perdita, mentre in 37 casi hanno dichiarato meno di 50 mila euro lordi.
L’operazione aveva sollevato un mare di polemiche. In primis tra gli albergatori, impegnati, il 30 dicembre, nei preparativi del veglione di San Silvestro. «Sono arrivati alle 8 del mattino e se ne sono andati dieci minuti dopo la mezzanotte, ho firmato il verbale che ero già in camicia da notte – aveva detto a Massimo Spampani un’albergatrice di un noto hotel del centro – un blitz del genere in queste date è un attentato per chi lavora. Da mesi aspettiamo queste giornate, visto che la stagione è cominciata in ritardo e abbiamo incassato poco, i miei clienti hanno detto che se ne vanno a Sankt Moritz, questo stato poliziesco nessuno lo vuole accettare».
Il sindaco Andrea Franceschi aveva parlato di «operazione mediatica», aggiungendo che «non c’è rispetto del lavoro se si va a controllare carte e registri nei giorni in cui alberghi e bar sono sotto pressione». Aveva rincarato la dose Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera: «Controlli a tappeto sull’intera area perché presumibilmente popolata in queste vacanze da ricchi, sono del tutto inaccettabili e chiaramente ispirate a una concezione ideologica del controllo fiscale». Dello stesso parere era l’ex sottosegretario Daniela Santanchè, abituale ospite della Regina delle Dolomiti: «Non trovo giusto colpire Cortina che è un simbolo del nostro turismo per fare controlli fiscali». Anche se, di fronte ai risultati, ha detto che la «lievitazione degli scontrini durante i controlli del Fisco a Cortina è un fenomeno sul quale è giusto andare a fondo», ma condanna il metodo: «adesso, cosa dobbiamo aspettarci, che qualcuno metta i cartelli con il commerciante disonesto e la scritta Wanted?». Mentre il capitano Leonardo Landi, comandante della Compagnia di Cortina d’Ampezzo (Belluno) della Guardia di Finanza, smentisce, in una nota, di aver rilasciato dichiarazioni critiche riguardo alle attività svolte dall’Agenzia delle Entrate nella località turistica veneta.
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