Bolla Immobiliare
Cerchiamo di mettere insieme qualche notizia importante su questo argomento scottante. La bolla immobiliare c’è? E’ già iniziata? Cerchiamo di capirlo insieme:
13/11/2007
MUTUI; ADUSBEF: STIME 2007 PER PIGNORAMENTI IMMOBILIARI +23%
Roma, 10 nov. (Apcom) – Nel 2007 i pignoramenti immobiliari potrebbero aumentare del 23% rispetto allo scorso anno. E’ quanto emerge dai dati pubblicati dall’Adusbef sul proprio sito nel quale si sottolinea che l’indagine è stata condotta in 18 tribunali.
Su 3,5 milioni di famiglie che hanno contratto un mutuo per acquistare una casa negli anni scorsi, dice l’Adusbef, ben 3,2 milioni, ossia il 91% è stato indotto, “dai cattivi ed interessati consigli delle banche”, a sottoscrivere contratti con tassi variabili quindi esposti alle turbolenze dei mercati, in presenza di tassi fissi al minimo storico. Dalla prima stretta monetaria Bce del dicembre 2005, che aumentò i tassi dal 2 al 2,25%, milioni di famiglie si sono viste aumentare le rate di ben 116 euro al mese su un mutuo di 100.000 euro, quindi di ben 1.400 euro a regime su base annua.
Il caro-casa pesa su 3,6 milioni di famiglie italiane, di cui 1,7 milioni è alle prese con l’affitto mentre i restanti 1,9 milioni hanno a che fare con il pagamento della rata del mutuo. Le rate per pagare i mutui, aumentate del 40 ed anche del 50% dal 2005, prosegue l’Adusbef, portano sempre più famiglie italiane a non poter onorare l’impegno con le banche. Almeno 1,9 milioni di mutuatari sono a rischio reale di insolvenza al punto che, secondo le stime dell’Adusbef di quest’anno il numero di pignoramenti ed esecuzioni, potrebbe salire del 23%.
Secondo i rilevamenti, i pignoramenti e le esecuzioni immobiliari registrano aumenti nel 2007 rispetto al 2006, stimati da un minimo di un + 15-18% dei Tribunali di Pinerolo e Mantova, ad un più 19% di Padova e Rovigo; ad un +21-22% di Roma e Milano, ad un +24% di Torino e Bari; +25% Firenze e Monza; +28%-29% Venezia, Nocera e Napoli; ad un +41% dell’Aquila, con una media del 23%.
USA: VENDITE CASE NUOVE, A OTTOBRE -3,2% (2)
29/11/2006 16:36
(ANSA) – ROMA, 29 nov – Il dato di ottobre, pubblicato dal
dipartimento del Commercio statunitense, si raffronta con un
aumento, a settembre, rivisto al ribasso e pari a un tasso annuo
di 1,037 milioni.
I numeri pubblicati oggi sembrano confermare quanto affermato
ieri dal presidente della Federal Reserve, Ben S. Bernanke,
secondo cui il mercato immobiliare rester` in affanno anche nei
primi mesi del 2007. Allo stesso tempo il calo delle vendite di
nuove abitazioni h in contrasto con la statistica, rilasciata
ieri e migliore delle attese, sugli acquisti di abitazioni
esistenti, e raffredda le aspettative di chi si aspettava che la
frenata del ‘mattone’ negli Usa fosse ormai alle spalle.
Sempre secondo il dipartimento del Commercio, il prezzo medio
delle nuove abitazioni h salito dell’1,9% a ottobre a 248.500
dollari, rispetto ai 243.900 dello stesso mese del 2005. Il
numero di abitazioni messe in vendita h sceso (su base
destagionalizzata) a 558.000, raggiungendo il minimo dallo
scorso marzo, da 562.000 di settembre. E a ottobre, rispetto a
un anno prima, le compravendite di nuove case sono scese del 25%
segnando il calo piy sensibile dallo scorso luglio, mentre il
numero di case rimaste invendute h salito di 6.000 unit` a
166.000.
Secondo la Bloomberg, fra l’altro, i dati pubblicati oggi
confermano il calo delle vendite realizzate dalle societ` del
settore, come D. R. Horton e Pulte Homes, che nel terzo
trimestre ha registrato un calo del 52% degli utili annunciando
che negli ultimi tre mesi dell’anno potrebbe fare peggio
rispetto alle stime degli analisti. (ANSA)
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Immobiliare Us: Toll Brothers prevede utili in calo fino al 62%
Toll Brothers, costruttore statunitense di abitazioni di lusso, ha reso noto di attendersi per il prossimo esercizio fiscale (che si chiuderà a fine ottobre 2007) una flessione degli utili fino al 62%, spiegando inoltre che il mercato immobiliare potrebbe essere vicino al suo punto più basso. Per l’esercizio la società stima infatti un utile tra i 260 e i 340 milioni. Per il quarto trimestre fiscale del 2006 l’utile si è attestato a 174 milioni di dollari, pari a 1,07 dollari per azione, contro gli 1,84 dollari dello stesso periodo dello scorso anno. Il fatturato di periodo è sceso da 2,02 a 1,78 miliardi.
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Volano i mutui e cresce l’indebitamento
(06/12/2006)
Boom del debito medio delle famiglie italiane e in particolare dei mutui immobiliari in Italia: tra il 2002 e il 2005 – secondo il Rapporto annuale del Censis sulla situazione sociale del Paese – le consistenze dei mutui immobiliari sono passate da 131,7 a 204,2 miliardi di euro, con un aumento del 55%.
Tendenza simili – spiega il Rapporto – sono state riscontrate anche nel credito al consumo con una crescita dei flussi monetari concessi per l’acquisto di beni durevoli o sotto forma di prestiti personali che sono passati dai 18,5 miliardi di euro del 1999 a 47,5 miliardi nel 2005.
In particolare, il primo semestre del 2006 si è chiuso con un incremento dei prestiti concessi del 15% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. La parte più consistente del credito al consumo richiesto dalle famiglie riguarda l’acquisto di auto e moto (il 41% dell’ammontare).
Scorrendo gli altri dati, emerge che tra il 1995 e il 2004 il debito medio per nucleo familiare in Italia è aumentato da 14.000 euro a 27.000 euro in termini di mutui e finanziamenti al consumo. Ed è aumentato anche il grado di diffusione dell’indebitamento. Nel 2000 riguardava circa il 19% dei nuclei familiari mentre ha raggiunto il 22% nel 2005. Il Censis sottolinea che è comunque ‘‘remota’’ l’ipotesi di sovraindebitamento delle famiglie e che anche per il credito al consumo non si può parlare di sintomo di disagio economico se non per pochi casi isolati.
Il grado di indebitamento delle famiglie italiane resta comunque molto più contenuto rispetto alla media dell’area euro e degli Stati Uniti: in Italia il rapporto tra debito delle famiglie e Pil è del 30% a fronte del 56% della media dell’area euro e del 90% degli Stati Uniti. ‘‘Siamo lontani da situazioni di rischio diffuso – scrive il Censis – perchè in Italia persistono comportamenti virtuosi, rappresentati in primo luogo da un’apprezzabile propensione al risparmio e da un approccio piuttosto prudenziale con il debito, incluse le forme meno impegnative come il credito al consumo�?.
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http://www.eco.bg.it/EcoOnLine/CRONACA/2006/12/06_Mattone.shtml
L’andamento del mercato dal sito della fiaip:
http://www.fiaip.it/osservatorio/osservatorio2006_1/istituzionale/AndamentoMercato.pdf
Tags: Dell, Federal Reserve, Italia, Mutui, Pensione, PIL, USA






















