La Banca d’Italia guidata dal governatore Mario Draghi boccia l’introduzione di nuove società immobiliari come quelle previste dal governo con un emendamento alla Finanziaria 2007. Non ci sarà alcun beneficio tributario supplementare per i risparmiatori rispetto al trattamento previsto dagli attuali fondi immobiliari, si legge in un rapporto riservato dell’Istituto di via Nazionale che il Mondo è in grado di rivelare.
Il documento è stato scritto nei giorni precedenti l’iniziativa legislativa dell’esecutivo che ha dato il via libera all’istituzione delle cosiddette Siiq (acronimo che sta per Società immobiliari quotate) con l’esenzione delle imposte sul reddito sulle società , sulla scia delle analoghe esperienze francesi e statunitensi che prevedono agevolazioni fiscali come quelle volute dal dicastero dell’Economia e delle finanze, e in particolare dal viceministro Vincenzo Visco (Ds).
Proprio sullo strumento diffuso negli Stati uniti dei Reits (Real estate investment trusts) si sofferma la relazione di Palazzo Koch. L’avvio dei Reits in Italia non sarebbe giustificato, secondo lo studio. Scrivono infatti gli esperti della Banca centrale: «Se le argomentazioni in favore dell’introduzione di un nuovo operatore nei mercati finanziari italiani con caratteristiche simili ai Reits statunitensi si fondano sull’incentivo che le agevolazioni fiscali rappresenterebbero per gli investimenti immobiliari, va rilevato che nel sistema italiano gli investitori sono assoggettati a un trattamento fiscale sostanzialmente simile a quello dei Reits qualora essi scelgano il canale di investimento dei fondi comuni immobiliari di diritto italiano». Per i piccoli risparmiatori, in altre parole, nessun vantaggio. La conclusione dei tecnici di via Nazionale è chiara: «L’introduzione nell’ordinamento italiano di figure analoghe ai Reits non offrirebbe agli investitori maggiori vantaggi fiscali rispetto all’attuale trattamento». (Michele Arnese)
12 Dicembre 2006
Tags: diritto, finanziaria
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