Dal 1° gennaio 2007 anche la Slovenia (20mila kmq di superficie e 2 milioni di abitanti) entrerà a far parte del sistema della moneta unica. Salgono così a 13 i paesi in cui è in circolazione l’euro.
Il 15 gennaio, dopo due settimane di doppia valuta, il tallero cesserà quindi di avere corso legale. Si attendono a Lubiana i capi di governo, i ministri delle Finanze e i governatori delle Banche centrali degli altri dodici paesi per celebrare l’evento.
I conti pubblici sloveni sono in regola: è del 4 o 5 per cento annuo l’aumento medio del Pil e il reddito pro capite, in termini di potere d’acquisto, è equivalente a quello della Grecia ed è pari all’82% di quello italiano.
Uno dei primi banchi di prova per la Repubblica slovena sarà l’assunzione della presidenza dell’Unione europea, prevista il primo semestre del 2008.
25 giugno 1991: la Slovenia dichiara la propria indipendenza. Segue una breve guerra con le truppe federali jugoslave che cessa grazie alla mediazione dei Paesi occidentali. È dell’anno seguente il riconoscimento da parte della comunità internazionale. Per via dei rapporti positivi con la Germania, le nuove autorità slovene si assicurano stima presso la Nato e l’Unione europea, dove entreranno rispettivamente nel marzo e nel maggio 2004.
Sulla moneta da 2 euro è raffigurato il poeta romantico France Preseren (1800-1849) e un verso della sua lirica Zdravljica («Brindisi»), attuale inno nazionale sloveno; la moneta da 1 euro invece riproduce Primoz Trubar (1508-1586), predicatore protestante, con cui è nata la lingua letteraria slovena.
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