ripetitore.gifBanda larga accessibile da qualunque zona del Paese senza dover disporre necessariamente di una linea telefonica fissa? Ben presto sarà possibile, grazie all’accordo raggiunto ieri pomeriggio dal ministro della difesa Arturo Parisi e quello delle telecomunicazioni, Paolo Gentiloni
L’intesa riguarda l’avvio in Italia delle nuove tecnologie di telecomunicazioni wireless attraverso l’introduzione del Wi-Max e prevede, a partire da giugno 2007, l’immissione sul mercato di frequenze per la nuova banda larga, che permette la trasmissione di dati fino a una velocità di 74 mbps nel raggio di diverse decine di chilometri. In cinque anni si prevede di triplicare la prima assegnazione di frequenze per il Wi-Max.
Molteplici i vantaggi: da una più ampia diffusione della banda larga, soprattutto nelle aree in cui è più complessa la realizzazione di nuove infrastrutture, all’abbassamento dei costi, oltre alla riduzione del “digital divideâ€?, quel divario digitale che attualmente separa le aree metropolitane da quelle periferiche, in cui gli utenti sono costretti a servirsi del modem analogico che offre velocità irrisorie (al massimo 56 Kb al secondo) rispetto alle connessioni Adsl.
Benefici anche per i principali operatori di telefonia quotati a Piazza Affari.
Secondo gli analisti di Rasbank, dal momento che la stazione di trasmissione Wi-Max ha un costo contenuto, ma deve comunicare con la rete fissa di trasporto a banda larga, sostituendo solo l’ultimo miglio, è molto probabile che si avranno ritorni economici interessanti solo per i gestori di linea fissa che già possiedono la rete di trasporto di linea fissa. In quest’ottica saranno favoriti soprattutto Telecom Italia e Fastweb, cui si aggiunge Wind tra le società non quotate in Borsa.
Gli esperti di Kepler sostengono che a trarre i maggiori vantaggi dallo sviluppo della nuova tecnologia sarà Fastweb. In particolare gli specialisti di Banca Akros reputano che Fastweb possa decidere di trasferire al Wi-Fi i clienti in fase di acquisizione nel business wholesale nelle aree non coperte da unbundling.
Effetti in parte negativi o neutrali invece per Telecom Italia, sempre secondo Banca Akros, alla luce delle “asimmetriche” misure che saranno probabilmente adottate nelle offerte e nel piu’ facile accesso per gli operatori alternativi. Nessun mutamento è invece atteso per Tiscali a causa delle sue condizioni finanziarie non particolarmente felici e in virtù della scarsa disponibilità di infrastrutture da sfruttare.