24 Jan
Posted by ReD as Finanziaria 2007, Macroeconomia, Notizie
Il ministro dell’Economia alla Camera: in Finanziaria ”c’è già l’impegno affinché parte delle maggiori entrate serva a ridurre il carico fiscale”
Roma, 24 gen. (Adnkronos/Ign) - Le maggiori entrate che arriveranno dalla lotta all’evasione potranno andare alla riduzione delle tasse solo se saranno strutturali. Quindi, la riduzione del carico fiscale ”non potrà essere nel 2007 né nel 2008. Però il 2008 potrà essere l’anno in cui, avendo a disposizione un consuntivo, si potrà fare una valutazione e quindi decidere”. Lo ha chiarito il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nel corso del question time alla Camera.
Si potrà contare sulla maggiori entrate, sottolinea il titolare del dicastero di via XX Settembre, ‘’solo ed esclusivamente in quanto queste diventino maggiori entrate nel 2007, 2008 e negli anni successivi”. Padoa-Schioppa ricorda poi che nella Finanziaria ”c’è già l’impegno affinché parte delle maggiori entrate, che risultasse dal successo della lotta all’evasione ed elusione fiscale, a un certo momento dovrà andare per la riduzione carico fiscale”. La parte restante delle maggiori entrate, ”di cui non siamo in grado di valutare l’entità , andra in favore dello sviluppo e della crescita”.
Padoa-Schioppa si dice comunque certo che il deficit 2006 sarà migliore rispetto alle previsioni. Dopo aver confermato i buoni risultati sul fronte delle entrate fiscali nel 2006, via XX Settembre ribadisce infatti che queste ‘’sono andate a riduzione dell’indebitamento netto”. ”Ci aspettiamo - afferma il ministro - che le cifre finali per 2006 siano migliori di quelle che le previsioni precedenti davano”.
Le entrate finali, scandisce il responsabile dell’Economia, sono state ”molto superiori rispetto alle previsioni fatte dal governo della legislatura passata”. Nella trimestrale di cassa la stima era pari a 407 mld, ma ”via via che trascorrevano i mesi ci si è resi conto che le entrate erano più abbondanti”. Con la due diligence sono arrivate a 409 mld, con il dpef a 417 mld, con la rpp 423 mld ”e sono probabilmente aumentate ulteriormente nel consuntivo finale dell’anno”. Padoa-Schioppa sottolinea quindi che la differenza, tra le stime e il dato finale, sono nell’ordine del 3%, ”cioè scostamenti statistici che ci sono molto spesso nelle previsioni”.
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