L’Istat fornisce la stima provvisoria dell’inflazione su base mensile che è del +0,2% e del 1,7% tendenziale su base annua nel mese di giugno che si mantiene vicina ai minimi del 1999.
la sostanziale stabilità dei capitoli di spesa si accompagna ai rincari di alcune categorie dei consumi quali servizi (alberghi e ristoranti) e trasporti(carburanti) in un contesto di ridotta vivacità della domanda mentre l’indice armonizzato dell’Italia (2,0% annuo) resta in linea con la media dei tredici paesi di Eurolandia.Le fluttuazioni dei prezzi dei carburanti originati dall’effetto petrolio e i rincari graduali delle tariffe energetiche (elettricità e gas),si trasferiscono sui prezzi finali e su significativi titoli di spesa (alimentari, alberghi, ristoranti, tempo libero, cultura e tabacchi ),cosicché nel corso del 2006 e parte del 2007 l’inflazione oscilla intorno al 2% annua come già affermata alla fine del 2005. se negli anni precedenti l’evoluzione dei prezzi al consumo non è stata abbastanza tranquilla in considerazione di alcune voci del paniere e prezzi amministrati, il rafforzamento dell’Euro e la conseguente moderazioni dei prezzi delle merci importate, ha richiesto un certo tempo per trasferirsi nella catena distributiva finale.Nell’orizzonte del 2007 è probabile l’assestamento dell’inflazione sotto il 2% tendenziale in quanto favorito dalle fluttuazioni statistiche degli anni precedenti dei prezzi in periodi altalenanti e la modesta dinamica al consumo delle famiglie. Nonostante il lungo periodo di osservazione per arrivare a tale risultato c’è da tenere presente l’alta volatilità delle quotazioni petrolifere che faranno sentire la loro influenza sulle oscillazioni tariffarie dell’energia,come gas ed elettricità , che vengono aggiornate trimestralmente.Nella stima provvisoria dell’Istat, l’indice dei prezzi al consumo nel mese di giugno è dello 0,2% e dell’ 1,7% su base annua rispetto al 2006, mentre nel mese di maggio era rispettivamente dello 0,3% e 1,5%. L’aumento annuo non è, dunque, più influenzato dallo scalino dei rialzi del 2003-2004, che si è riflesso nella dinamica tendenziale fino all’estate del 2006.Nel quinquennio l’inflazione media annua si è attestata al 2,2% nel 2004, al 2,7% nel 2003, al 2,5% nel 2002, al 2,7% nel 2001 e al 2,5% nel 2000. Nel 2006 la media tendenziale della crescita dei prezzi è del 2,1% e le prospettive del 2007 nei prossimi mesi offrono un quadro ancora incerto dovuto soprattutto all’incognita del petrolio ma nell’immediato futuro essa è prevista assestarsi sugli attuali ritmi poco sotto al 2%, con un possibile riaccendersi di qualche tensione sui listini delle imprese.Quindi dopo la favorevole evoluzione caratterizzata nella seconda metà del 2005-2006 e la battuta di arresto di febbraio, ecco che con questo risultato di giugno si registra una battuta d’arresto del rientro della spinta inflattiva, che ha fatto seguito a un periodo già tradizionalmente caldo per i prezzi, come del resto erano stati i mesi iniziali del 2003 e del 2004. Essi avevano, infatti, continuato a risentire negativamente dell’effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità , alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie). I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di giugno (intera collettività , armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall’Istat il prossimo 13 luglio.
Tags: Inflazione, petrolio
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