All’audizione alla camera, il governatore della Banca d’Italia, Mario Drahi ha detto che “con un disavanzo e un debito pubblico come quelli dell’italia non esiste un extragettito da spendere.
Draghi invia un preciso messaggio al governo: “Abbattere il debito, riformare le per i giovani e usare il tesoretto per ridurre il disavanzo” mentre questo è impegnato, tra l’altro, della difficile questione della gestione dei e della riforma delle . A proposito del tesoretto,”Io credo che lo stesso termine sia fuorviante: con un debito e un disavanzo come il nostro non esiste un tesoretto da spendere” afferma Draghi e aggiunge “queste risorse dovrebbero essere usate a riduzione del disavanzo e del debito perchè altrimenti c’è il rischio di dover fare correzioni con un ciclo economico meno favorevole e comunque si sarebbe potuto ridurre la pressione fiscale anzichè aumentare la spesa”. Sul fronte delle il governatore della Banca d’Italia dà un’indicazione al governo, impegnato in questo periodo nella delicata trattativa con le parti sociali sulla riforma pensionistica e: “aumentare gradualmente l’età media effettiva di pensionamento e sviluppare le forme di previdenza complementare” è necessario non solo per erogare adeguate ad un numero crescente di persone per i prossimi anni ma anche per rendere un buon servizio ai giovani nel rivedere il sistema pensionistico tenendo conto del suo equilibrio finanziario. Secondo Draghi l’obiettivo di pareggio del avrebbe potuto essere più vicino rispetto a quanto ritiene il governo, il quale fissa al 2011 tale traguardo, sostenendo che “la fase congiunturale favorevole avrebbe consentito di accelerare il riequilibrio dei conti” ed ha aggiunto: “il rischio è di dover correggere in futuro, in condizioni cicliche forse più difficili, le scelte di oggi” Sul Dpef il governatore della Banca d’Italia ribadisce l’importanza “cruciale” di tale documento in quanto in esso si “ribadisce l’importanza del controllo della qualità e della quantità della spesa al fine di conciliare il risanamento dei conti con la riduzionem della pressione fiscale, che attualmente si colloca in prossimità dei valori massimi degli ultimi decenni”e analizzando la questione Draghi aggiunche che “la pressione fiscale è passata dal 40,6% al 42,3% e quindi per raggiungere l’obiettivo del pareggio di nel 2011, l’incidenza delle spese primarie sul Pil dovrà scendere di tre punti percentuali tra il 2008 e il 2011 con una riduzione media annua delle erogazioni in termini reali pari a circa lo 0,5%, a fronte dell’aumento medio del 2,3% registrato nell’ultimo decennio”. Secondo Draghi il modello da seguire è quello della Germania, nella sua esposizione ha detto :”neglio ultimi anni altri paesi europei sono riusciti a ridurre i disavanzi del agendo sul livello e la composizione delle spese, in Germania, ad esempio, l’incidenza della spesa primaria sul prodotto è scesa dal 45,5% nel 2003 al 42,9% nel 2006, valore inferiore a quello dell’Italia”. Ma il Governatore esprime ottimismo che l’Italia possa farcela e non ha dubbi sulla capacità italiana di effettuare il risanamento e ridurre la spesa:”dobbiamo essere incoraggiati dal successo avuto negli ‘93-’95, quando la spesa fu ridotta di tre punti, e dal fatto che altri paesi ci sono riusciti”. Il Governatore della Banca d’Italia, tra l’altro, ritiene che “la linea guida deve essere quella di far pagare le a tutti quelli che le devono pagare per diminuire le aliquote di tutti i contribuenti onesti”:

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