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Il segretario dell Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi, fa sapere che dal1995 al 2006 la pressione fiscale degli Enti locali è salita del 110% e oltre. La stangata fiscale è emersa soprattutto dai Comuni che, secondo un’indagine dell’Ufficio Studi della Cgia le entrate degli enti locali sono passate da 37.699,04 milioni di euro a 95.911 milioni del 2006, al netto dell’inflazione e con prezzi costanti del 2006. Dallo studio emerge, tra l’altro, che in questo decennio le entrate centralidell’Amministrazione statale, a differenza degli enti locali, sono cresciute del 12,1%, infatti nel 1995 ammontavano a 303.990,24 milioni di euro che nel 2006 hanno raccolto 339.162 milioni e si legge che il Pil, tra il 1995 e il 2006 è cresciuto del 20%. Bortolussi spiega che “negli ultimi anni soprattutto i Comuni hanno assunto un gran numero di nuove competenze e di nuove funzioni, senza ricevere in cambio un corrispondente aumento dei trasferimenti. Anzi, la situazione dei nostri conti pubblici ha costretto lo Stato centrale a ridurli progressivamente creando non pochi problemi di bilancio a tante piccole realtà amministrative locali che si sono difese aumentando le imposte locali”. Ciononostante, per il segretario dela Cgia, anche se i Comuni e le Amministrazioni Provinciali “hanno calcato la mano e non sempre alle imposte pagate sono stati corrisposti dei servizi alla cittadinanza qualitativamente e quantitativamente accettabili”. Secondo il parere di Giuseppe Bortolussi l’imposizione fiscale locale potrebbe calmierarsi se “si accelleri il più possilbile verso la direzione di un vero federalismo fiscale che da un lato responsabilizzi maggiormente gli enti locali e dall’altro consenta a questi ultimi di trattenere sul loro territorio la gran parte delle risorse prodotte dalle economie locali”.