Il gruppo bancario Intesa San Paolo comunica i dati del primo semestre 2007 e rispetto ai 2,6 miliardi del primo semestre del 2006, denuncia alla fine del semestre dell’anno in corso, 5,35 miliardi di euro come utile netto consolidato, con plusvalenze per 3 miliardi ottenute dalle cessioni di Friuladria e Cariparma. L’utile netto normalizzato è di 2,63 miliardi con il +6,6%, i proventi operativi netti di 9,37 miliardi e il risultato della gestione operativa è di 4,93 miliardi di euro (+18%). L’effeto dei subprime americani ha parzialmente investito il gruppo bancario che fa sapere, in una nota, che al 31 di agosto non aveva nel portafoglio mutui classificabili come subprime ma dei prodotti finanziari di caratteristiche “aventi come attività sottostante mutui subrime statunitensi o ad essi facenti riferimento (titoli Abs o Cdo e posizioni unfunded in derivati di credito) gestiti dinamicamente con coperture tramite derivati per un’esposizione complessiva netta di 33 milioni in valore nominale”. Inoltre in un comunicato si legge che “l’esercizio in corso si prospetta positivo, con un trend di crescita dei risultati economici in linea con le indicazioni del piano d’impresa, a prescindere dalle componenti di reddito straordinarie, di cui solo una parte, seppure importante, è stata realizzata nel corso del primo semestre dell’esercizio”. Il Gruppo Intesa San Paolo si accinge, su richiesta dell’Antitrust, a cedere 198 sporteli a Carige, Popolare di Bari, Credito Valtellinese, e Veneto Banca, per circa 1,9 miliardi e plusvalenze di pari entità . Altra operazione in cantiere è quella di incorporare la già controllata Eurizon Financial Group.
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