istat.jpgDai dati presentati dall’Istituto Italiano di Statistica, nel 2006, l’11,1% dei nuclei familiari italiani, è sotto la soglia di povertà. Circa 2 milioni e 623 mila famiglie, che coprrisponde a 7.537.000 persone, (il 12,9% della popolazione), risulta avere, nel 2006, un reddito al di sotto di 970,34 euro. I nuclei a rischio di indigenza sono circa 1 milione e 900 mila e corrisponde all’8,1% circa dei nuclei complessivi, dai dati si evince, quindi che il 15% circa delle famiglie si trova in condizioni di incertezza economica tale che anche eventuali, anche minimi interventi mirati, farebbero la differenza per questa parte di popolazione. Nelle annotazioni che accompagnano i dati si rileva che la povertà, da quattro anni “è sostanzialmente stabile, così come sono immutate le principali caratteristiche delle famiglie in condizioni di povertà”. La fotografia sullo stato della povertà delle famiglie italiane evidenzia come sia nel sud la maggioranza di queste, il 65%, fra quelle numerose e dove vivono persone anziane. Inoltre nel sud Italia si concentrano i casi di più grave condizione, (la spesa media mensile per nucleo familiare è di 752,01 euro contro i 797,62 del nord e gli 806,35 del Centro. L’Emilia Romagna ha la più bassa incidenza di povertà (3,9%), mentre la regione con il maggiore indice di povertà è la Sicilia con il 28,9%. Il profilo dello stato di povertà disegnato dall’Istat sottolinea come la fascia percorre popolazione dove sono particolarmente accentuate situazioni di bassi livelli d’istruzione, scarsi profili professionali ed esclusione dal mondo del lavoro, la fascia di povertà è meno presente tra i singles e coppie senza figli sia di giovani che di adulti, ma la parte sociale più disagiata è quella delle donne sole ed anziane.Il trend di miglioramento della qualità della vita degli anziani, sottolinea l’Istat, registra una battutta d’arresto rispetto agli anni precedenti.

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