referendum.gifIl mondo dei lavoratori, circa 15 milioni, è chiamato a votare per il referendum sul protocollo d’intesa del Welfare siglato a luglio tra il governo e le parti sociali e che sarà presentato nella finanziaria 2008. Alla vigilia del voto alcuni ministri e deputati della maggioranza, discutono sulla possibilità o meno di modificare tale accordo, Franco Giordano (Rifondazione Comunista), spinge per modifiche sostanziali che riguardano soprattutto la riforma pensionistica ed il mercato del lavoro e sostiene che ci sono tutte le condizioni per il dibattito in parlamento. Il ministro del lavoro, Cesare Damiano ha un atteggiamento di apertura verso alcuni punti che riguardano i contratti a termine e il lavori usuranti, ma subito c’è la reazione da parte di Lamberto Dini, già Presidente del Consiglio in passato, che alla guida del suo nuovo partito, i Liberal Democratici, avverte che se ci saranno modifiche al protocollo di luglio, queste non avranno il suo voto: “se il teso subirà modifiche sostanziali, siamo pronti a votare contro”, e aggiunge, “il ricatto viene dalla sinistra, non da noi che vogliamo confermare quanto già approvato dalle parti sociali” ma il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa, dichiara che “troveremo un accordo senza cambiamenti clamorosi”. Il segretaro del Partito dei comunisti italiani (Pdci), Oliviero Diliberto, fa sapere la sua posizione e annuncia: “noi saremo leali con la maggioranza, come siamo sempre stati, saremo leali con il governo ma ci batteremo con la massima determinazione facendo valere i nostri voti per cambiare il protocollo, soprattutto sul tema pensioni e precariato che colpiscono diritti essenziali dei lavoratori italiani”. Anche Alfonso Pecorario Scanio, ministro dell’ambiente, ritiene che “due cambiamenti possono essere realizzati, quelli a favore dei più deboli e dei lavoratori”. Altri personaggi politici della maggioranza fanno sentire la loro in merito, come Rosy Bindi, ministro della famiglia, che è favoverevole a cambiamenti in sede parlamentare del protocollo ma “a condizione che tutti quelli che lo hanno sottoscritto siano disponibili a farlo”, mentre il ministro delle pari opportunità, Barbara Pollastrini, auspica che “il protocollo sul welfare vada a buon fine perchè tanti giovani e tante ragazze precarie ne trarrebbero vantaggio, così come i lavoratori”. Dal canto loro i sindacati sul protocollo d’intesa, alla vigilia del referendum dei lavoratori, attraverso Raffaele Bonanni (Cisl): “il tempo è scaduto, l’accordo è fatto. Non vedo ragioni per ricominciare da capo su questa storia” e secondo Guglielmo Epifani Epifani (Cgil): “i lavoratori come sempre faranno una scelta saggia” e “se i lavoratori pensano che il protocollo sia un avanzamento delle condizioni del mondo del lavoro e degli anziani voteranno sì, nel caso contrario voteranno no”, danno un loro parere in merito e il segretario della Cgil aggiunge “tocca alle forze politiche, alla maggioranza ed al quadro politico comportarsi con coerenza”. Nei prossimi giorni si avranno i dati sulla consultazione dei lavoratori.