borsa03g.jpgScendono i listini a Piazza Affari come nel resto d’Europa con Londra e Parigi a -2,12% e -2,17% rispettivamente. Tra le cause ci sono i timori se non di una recessione, di un forte rallentamento negli USA, conseguente ai contraccolpi della crisi subprime, inoltre a preoccupare gli operatori ci sono i continui aumenti del costo del petrolio e la progressiva svalutazione del dollaro rispetto all’Euro. I due indici principali di Piazza Affari, il Mibtel e l’S&P/Mib sono scesi rispettivamente a -1,94% e -1,53%, ma All Stars e Midex, che comprendono i titoli minori, la caduta ha sfiorato i quattro punti. L’ondata del ribasso, oltre a colpire i titoli bancari, ha coinvolto i titoli guida come Impregilo e Prysmian, la società di costruzioni ha avuto una flessione del -7,34% mentre il titolo dell’ex Pirelli Cavi è ribassato del -7,35%. Tra le blue chips hanno tenuto soltanto Unicredit, Aem, Terna e i petroliferi (Eni, Saipem, Snam Rete Gas), che hanno ceduto solo poche frazioni di punto mentre Fiat ha ceduto il 5,28% portandosi sotto i 18 Euro (17,544), la popolare di Milano cede il 4,13% e Mediobanca il 3,52%. La debolezza del dollaro ha provocato danni, tra gli altri, alla stMicroelectronics (-4,675), Tenaris (-4,04%), Autogrill (-4,64%) e Luxottica (-3,48%), inoltre anche altri titoli sono scesi considerevolmente come Buzzi-Unicem (-3,54%), Fastweb (-3,36%), Mediolanum (-3,90%) e la lista non finisce qui.