L’Istat comunica la stima provvisoria sull’inflazione di novembre che è del +0,4% la variazione mensile mentre quella tendenziale è pari al 2,4% che risulta essere la più alta dal giugno 2004. Sul fronte Eurolandia, l’Italia risulta essere al momento al di sotto della media dei tredici Stati membri che è del 3,0%. A contribuire alla crescita del tasso inflattivo sono stati in particolar modo gli aumenti dei generi alimentari al consumo, i prodotti derivanti dal petrolio come energia e carburanti, aumentati repentinamente in conseguenza al caro petrolio, anche parzialmente protetti dal rafforzamento dell’euro sul dollaro. L’escalation del prezzo del petrolio è stato il fattore più importante e immediato sull’aumento dell’inflazione in questo periodo facendo lievitare i costi dei carburanti e produzione di energia elettrica, mentre per altre tipologie di prodotti (alimentari, tabacchi, beni per la casa, alberghi e ristoranti) tra i più significativi, hanno risentito l’ effetto dell’aumento dei prezzi all’origine che si è poi trasferito sul prezzo finale con gradualità maggiore. L’aumento dei prezzi al consumo è stato comunque parzialmente frenato dal rafforzamento dell’euro che ha permesso una moderazione dei prezzi dei beni d’importazione. L’andamento inflazionistico negli ultimi anni è altalenante, infatti, il 2006 si è chiuso con un’inflazione al 2,1%, il 2005 al 1,9%, il 2004 al 2,2%, il 2003 al 2,7%, il 2002 al 2,5%, il 2001 al 2,7% e il 2000 al 2,5%. Per il 2008 le prospettive inflazionistiche sono molto incerte per via della variabile del petrolio. Per il prossimo 13 dicembre l’Istat renderà noti i dati definitivi.
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