tassi-bce.jpgA conferma di quanto previsto la Bce mantiene fermi i tassi, così mentre il tasso di rifinanziamento si attesta al 4%, quello sui depositi si conferma al 3% e il tasso marginale al 5%. Il consiglio direttivo della Bce ha inoltre deciso le azioni da intraprendere nell’immediato, (entro la fine di gennaio), in concertazione con la Federal Reserve per immettere liquidità equivalente a 10 miliardi di dollari con nuove aste a 28 giorni. Il presidente di Bce, Jean-Claude Trichet in conferenza stampa ribadisce la crescita economica di Eurolandia, nella quale, nonostante i suoi fondamenti siano ritenuti “solidi”, gravano invece “rischi e incertezze” e pertanto per garantire la stabilità dei prezzi occorre continuare a seguire la strada della moderazione salariale. Trichet nel spiegare come la Bce sia allertata sui rischi di una spirale prezzi-salari, sostiene che questa è dovuta “non solo agli aumenti del greggio e delle materie prime ma, ora anche dei prodotti alimentari e da alcune decisioni prese in passato da governi europei, anche a livello di tassazione indiretta”. Trichet fa intendere, inoltre, che la Bce non pensa di ridurre i tassi ma di mantenere la stato attuale, questo per evitare “effetti secondari”, così definiti dal numero uno dell’Eurotower, una crescita incontrollata e destabilizzante dei salari, che dice, “siamo in una posizione di allerta e non accetteremo effetti di secondo livello”.