sgdelit.jpgLa Francia si tiene stretta Société Générale
Il premier: «Il governo non permetterà che la società sia oggetto di raid ostili». Ignorato allarme un anno fa
PARIGI – La francia tiene molto a tenersi stretta Société Générale. Però d’altro canto è pronta a sacrificare Daniel Bouton, 57 anni, dal 1997 alla testa della banca francese coinvolta nella frode da 50 miliardi di euro, la più grande della storia della finanza, costata al gruppo 4,9 miliardi di perdite. Il primo ministro francese, François Fillon, ha detto che «non permetterà che la società sia oggetto di raid ostili».
RAID OSTILI - «Il governo – riferisce il premier Fillon – è sempre molto attento a tutti i rischi di destabilizzazione della Société Générale. Come ha detto il presidente della Repubblica, Nicholas Sarkozy, il governo non permetterà che la società sia oggetto di raid ostili da parte di altri istituti bancari».
DIMISSIONI – Allo stesos tempo, Sarkozy, parlando lunedì sera, aveva deciso di far rotolare la prima testa al vertice della seconda banca di Francia: «Quando si ha una retribuzione elevata ed emergono grossi problemi, non si può evitare di assumersi le proprie responsabilità». Secondo il ministro dell’Economia, Christine Lagarde, è un problema degli amministratori del gruppo decidere se mantenere o no Bouton alla testa della società: «Spetterà agli amministratori prendere le loro decisioni e assumersi le loro responsabilità». Pochi minuti dopo è arrivata la presa di posizione di Rachida Dati, il ministro della Giustizia: «Non sto a pronunciarmi sulle dimissioni o meno di Bouton. Dico semplicemente che è il presidente della Société Générale. E la sua responsabilità può essere chiamata in causa».

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