Dopo due anni della nascita di Alcatel-Lucent, il colosso franco-statunitense delle infrastrutture di rete nel settore delle telecomunicazioni, subisce la più grossa perdita trimestrale . Nel quarto trimestre 2007, il gruppo accusa perdite per 2,58 miliardi per svalutazioni derivante soprattutto agli asset che lavorano sulla tecnologia Cdma, della quale Lucent era leader al momento dell’acquisizione da parte di Alcatel. La situazione attuale vede come prima conseguenza l’assenza del dividendo per gli azionisti e sul piano dirigenziale la posizione del presidente Serge Tchuruk e dell’amministratore delegato Patricia russo anche se quet’ultima fa sapere che il presidente non ha nessuna intenzione di lasciare. Il passivo dei dodici mesi precedenti ammontava a 615 milioni. La fusione Alcatel-Lucent era stata criticata da alcuni che ora ritrovano confermata la loro analisi. Inoltre il gruppo ha svalutato per 48 milioni di euro le attività di fornitura dei servizi multimediali IP di internet su telefonia fissa e utilizzati dai network su telefonia mobile. Le previsioni di tornare in utile non sono certo nel breve periodo in quanto l’azienda stessa si attende nel primo trimestre del 2008 perdite ulteriori, ma già dal secondo trimestre, secondo i vertici aziendali, si vedranno miglioramenti. Il bilncio registra ricavi del +18% equivalenti a 5,23 miliardi, più di quanto ci si aspettasse ma l’ultima riga mette in subbuglio gli analisti provocando un saliscendi del titolo che poi risulta quasi invariato. Frederic Hamm, di Agilis Gestion, sostiene che “Alcatel ha comprato Lucent nel momento peggiore, quando la crescita del mercato USA stava rallentando”. Il settore Tlc sta attraversando delle difficoltà che investono altre aziende come Ericsson, il numero uno della produzione delle reti wireless, che in borsa perde la metà del proprio valore e il taglio dei posti di lavoro investe anche Nokia Siemens Network (-9.000posti), Alcatel-Lucent comunica di aver già tagliato 6.700 posti nel 2007, mentre al momento dela fusione i tagli annunciati erano di 9 mila, poi saliti a 12.500. Il gruppo, nonostante le difficoltà , prosegue nel suo piano industriale escludendo variazioni.
RSS feed for comments on this post · TrackBack URI
Leave a reply