getimagejsp.jpgL’annuncio di una probabile diminuzione della produzione del greggio da parte dell’Opec, fa registrare un rincaro, a New York, della quotazione sul light sweet crude con consegna a marzo, di oltre i 100 dollari per poi assestarsi a 99,91 dollari al barile. In Europa il Brent è stato quotato al massimo storico di 98,70 dollari il barile. Il rincaro ha provocato un’immediata reazione sul prezzo dei carburanti, e nei distributori Agip la benzina verde si acquista a 1,4 Euro il litro ed il gasolio a 1,320 euro, registrando i massimi dall’estate del 2006. Negli altri impianti di distribuzione al dettaglio (Api-Ip, Erg, Esso e Tamoil), i rincari sono stati, in media, di 1 centesimo di euro per la benzina e di 1,6 centesimi per il gasolio. I riflessi del caro non si fermano qui ma, secondo Carlo Rienzi, presidente del Codacons, questo “si tradurrà in unna mazzata pari a circa 150 euro a famiglia, solo per la voce carburanti. Ma il rischio concreto è quello di ripercussioni pesanti sui prezzi dei prodotti alimentari che viaggiano su gomma” i quali, a causa dei maggiori costi dei carburanti, secondo Rienzi, “se non saranno prese misure immediate, gli aumenti dei prezzi nel settore alimentare, anche in virtù delle speculaziuoni legate al gelo, potrebbero determinare una maggiore spesa per le famiglie pari a 100 euro su base annua”. I rincari dei carburanti sono, nel periodo dell’ultimo anno, cresciuti oltre l’, se si prende a riferimento il prezzo della benzina nel febbraio del 2007 (1,213 euro al litro) ad oggi, c’è stato un rincaro di circa il 15%, quando l’ stimata a gennaio è del 2,9%, rispetto al gasolio, invece, il dislivello è ancora maggiore, circa il 20%, poichè un anno fa questo costava alla pompa 1,098 euro il litro contro 1,320 di oggi. Il presidente di Codacons fa sapere che “a favore dei consumatori automobilisti” verrà pubblicata la lista “dei distributori indipendenti che praticano alla pompa prezzi inferiori rispetto ai distributori attuali, consentendo risparmi sul pieno”.

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