wind.jpgC’è una storia di corruzione, al momento, dietro tutto il movimento di perquisizioni a Roma, Milano, Londra. Storia in grdo di scuotere il secondo gruppo industriale italiano. Sostanzialmente, se la ricostruzione proposta dall’istruttoria dei pubblici ministeri Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli è corretta, c’è in ballo una tangente di 97 milioni di euro che, nella primavera del 2005, consegna l’azienda telefonica Wind, allora controllata da , al finanziere egiziano Naguib Sawiris e alla sua “Orascom” per un prezzo nominale di 12,5 miliardi di euro (5 in meno di quanti, nel 1997, era costato ad la start-up di Wind). Infatti l’ipotesi al momento più valutata è che quei 97 milioni di euro siano serviti a convincere il management a eliminare dalla trattativa gli americani di “Blackstone”. I quali, oggettivamente parlando si erano rivelati più competitivi sia nell’offerta economica che nelle garanzie tecniche. Dopodichè anche le ruote del complesso meccanismo della politica avrebbero avuto bisogno di un’oliata per farle scorrere più velocemente. Dietro a tutto ciò poi esistono degli strani incroci di ignoti proprietari di banche, onesti o meno.

Vedremo come andrà a finire!

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