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«Non c’è dubbio che l’economia statunitense abbia rallentato, ma non siamo in un periodo di recessione»: così ha sottolineato, giovedì 28 febbraio, il presidente degli Stati Uniti George W. Bush, in occasione di una conferenza stampa alla Casa Bianca, indetta per fare il punto sulla guerra in Iraq e sullo stato di salute dell’economia.

Alla domanda di chi gli chiedeva se la che la nazione sta attraversando potrebbe finire per danneggiare il senatore dell’Arizona John McCain, a un passo dalla nomination repubblicana per la Casa Bianca, Bush, rispondendo, ha dichiarato che «si sta facendo tutto il possibile e che il piano di si rivelerà uno strumento efficace».

Tutto ciò nel giorno in cui l’euro ha toccato un nuovo massimo storico contro la valuta statunitense, arrivando a sfondare quota 1,52 dollari! Certo che il presidente degli Stati Uniti ha ribadito la necessità che il biglietto verde torni a essere forte. «Credo che la nostra economia abbia buoni fondamentali per crescere e continuare a crescere in futuro, in modo più robusto di quanto stia facendo ora. Per questo siamo a favore di un dollaro forte» così ha asserito il capo della Casa Bianca, prima di sottolineare che «il valore del dollaro rifletterà i fondamentali dell’economia nel lungo periodo». Intanto l’oro ha segnato un nuovo record al Comex di New York. Il contratto con consegna ad aprile è salito al massimo storico di 970 dollari all’oncia.

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