L’offerta di Microsoft su Yahoo! potrebbe presto assumere i connotati di Opa ostile, dando così ragione a quanto ipotizzato dagli analisti di Wall Street nei giorni scorsi. L’indiscrezione arriva dal
Wall Street Journal e l’ufficialità dell’azione potrebbe arrivare anche oggi, a meno che – come non manca di sottolineare il quotidiano newyorkese Microsoft decida di cambiare strategia. La situazione, al momento in cui scriviamo, è quanto mai fluida ma sul fatto che il gigante di Redmond voglia mettere le mani sulla società californiana non si scappa.
E che per raggiungere l’obiettivo la strada maestra sia quella di una vera e propria Opa ostile, con Microsoft che va a proporre l’offerta direttamente agli azionisti di Yahoo! e che prende posizione per opporsi alla rielezione dell’attuale board che fa capo a Jerry Yang, è a questo punto molto più che probabile.
Di sicuro entro le prossime 48 ore qualcosa accadrà, e su questo si è sbilanciato colui che impersona meglio di chiunque altro (anche di Bill Gates) la volontà di conquista del colosso del software americano, e cioè Steve Ballmer. Il Ceo di Microsoft si molto sbilanciato in questa vicenda e la sensazione è che ora voglia alzare la voce solo ad acquisizione avvenuta. Intanto ai suoi dipendenti (e in seconda istanza ai media) ha fatto sapere martedi che un annuncio riguardante Yahoo! arriverà in tempi molto brevi. L’ipotesi che Ballmer molli la presa proprio ora sono molto rempte; Yahoo! è un “asset” fondamentale per velocizzare la scalata di Microsoft nell’olimpo del Web, perché ha una dote di investitori pubblicitari e di servizi on line unica. “Yahoo! – ha tuonato nelle ultime ore Ballmer – non è la strategia ma una parte della strategia e siamo interessati a pagare per averla a un certo livello, oltre il quale non siamo intenzionati ad andare”.
Stando ad alcune fonti intercettate dal Wall Street Journal però, nella stanza dei bottoni della società di Redmond si è anche ipotizzato (due giorni fa) di alzare la posta in palio dai 31 dollari di inizio febbraio fino a 33 dollari, pur consci del fatto che solo un’offerta da 35/37 dollari potrebbe chiudere subito la partita e far crollare anche i più acerrimi oppositori alla scalata. Ballmer, come ben tutti sanno, è di tutt’altra idea e i 44 miliardi di dollari a suo tempo proposti sono il massimo che Microsoft è disposta a mettere sul piatto. Ed è per questo, di fatto, che la carta dell’Opa ostile è l’unica carta che la società può ora giocarsi se vuole evitare che la chiusura dell’operazione vada troppo per le lunghe. Il pallino è quindi nelle mani di Microsoft e la sua prossima mossa appare alla comunità finanziaria quella decisiva e che darà una precisa dimensione al tentativo di scalata numero 207 avviato negli Usa dal primo gennaio 2004 a oggi (riassunte e dettagliate dalla grafica elaborata da FacSet MergerMEtrics).
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