Una ballerà da sola, è l’altra? Quali saranno, tramontata (almeno per ora) l’ipotesi della mega fusione, le strade che imboccheranno e ! per sviluppare i rispettivi business in chiave Web? In attesa di comunicazioni ufficiali, si possono già ipotizzare, soprattutto per la società californiana, ben definiti orizzonti. Vediamoli. Sabato, rispondendo alla marcia indietro operata dal gigante di Redmond, il Presidente di ! Roy Bostock, ribadiva in una nota diffusa sul sito della società sostanzialmente una cosa: gli obiettivi aziendali rimangono quelli di crescere per aumentare il valore degli azionisti, migliorare ulteriormente la profittabilità della compagnia e catturare le enormi opportunità di business nel giovane mercato dell’on line advertising. Del possibile matrimonio con Google per usufruire dei servizi di quest’ultima per gestire la pubblicità legata ai risultati di ricerca su Internet non c’è quindi traccia ma molti indizi lasciano supporre che l’accordo possa essere annunciato a giorni, entro la fine di questa settimana. La convinzione degli analisti è che ! si sarà molto da fare per valutare partnership strategiche e quella con il motore di ricerca è quella più “abbordabile”. Jerry Yang (il Ceo di !) sembra voler mantenere la rotta di considerare opzioni che massimizzino il valore delle azioni, considerando in tal senso anche l’ipotesi di complesse e onerose fusioni come quella ventilata con Aol, la divisione Internet di Time Warner. Operazione a cui a Sunnyvale stanno ancora lavorando.

La partnership con Google e il progetto Y!Open
Il rilancio di !, questa l’essenza della strategia della società, deve passare per una generale riorganizzazione dei prodotti e dei servizi offerti e per mirati investimenti nelle tecnologie di advertising. La pubblicità on line, in latri termini, è di fatto il punto di non ritorno per la società di Sunnyvale ed è in questo universo che si giocherà le sue chance nei confronti di e di Google; il quasi certo sodalizio con quest’ultima lascia ancora dubbiosi molti addetti ai lavori non tanto per l’oggetto della partnership stessa quanto per le sue potenzialità a venire. Gli analisti di hanno provato a far di conto per capire i rispettivi vantaggi; ! genera dai suoi servizi di search advertising meno di 4 centesimi di dollaro, Google supera i 9. Unirsi significherebbe per la prima ottenere maggiore liquidità e per la seconda coprire con i suoi strumenti pubblicitari una fetta maggiore di mercato e il rischio di un eventuale intervento dell’Antitrust sarebbe scongiurato dal fatto che il sistema ipotizzato da ! è aperto ad altri provider di advertising (e non solo Google) possono trovar posto. Un sistema in piena sintonia con Y!Open, il nuovo sito in cui convergeranno tutti le risorse (servizi, contenuti e altro) che ruotano intorno alla galassia !. L’apertura a terzi sul fronte delle attività pubblicitarie sul Web sono però per la compagnia anche un’indiretta ammissione di debolezza in una componente chiave del proprio business e alla lunga potrebbe non essere un “difetto” da poco. Soprattutto se il valore del titolo in Borsa, a valle del fallimento del deal con , dovesse scendere drasticamente e tornare ai livelli di inizio 2008 (l’azione ! a Wall Street valeva 19,18 dollari il giorno precedente l’annuncio dell’Opa, il 31 gennaio). ! è per varie ragioni attesa a una vigorosa azione di riallineamento e potenziamento della propria presenza nell’universo Web e deve presto scegliere quale strada intraprendere. Correre da sola o braccetto con qualcuno? Le ipotesi sono diverse, alla cui base c’è una sola certezza: quella guidata da Jerry Yang rimane pur sempre la società che genera il maggiore volume di traffico Internet al mondo e Google è l’indiscussa regina dei motori di ricerca e dei servizi di Web advertising.

Si apre la caccia a un nuovo partner
Il possibile accordo fra ! e Google un impatto l’ha comunque già avuto. La decisione presa da Steve Ballmer di rinunciare all’Opa ostile è arrivata anche in relazione all’ormai imminente collaborazione (assai criticata dal Ceo di ) che le due società californiane si apprestano a siglare. Il colosso di Redmond, rinunciando alla fusione, si trova ora “costretta” a contare solo su stessa per sfondare in un mercato, quello dei servizi Internet e di Web advertising in particolare, che finora l’hanno vista protagonista marginale. Dando vita a Microhoo, Ballmer avrebbe posto una pietra importante per edificare un’offensiva sostanziosa e credibile a Google (sfruttando le tecnologie Internet, le risorse umane e la base utenti di !) ma neppure così la leadership della società di Mountain View sarebbe stata messa in discussione. Scegliendo di correre da sola, per la strada per ambire a un ruolo di primo piano nel “Web search” torna a farsi tremendamente in salita. Molti si chiedono però come Ballmer potrebbe spendere gli oltre 47 miliardi di dollari messi a budget per tentare la scalata del secolo e sfidare alla pari Google. Potrebbe assumere centinaia talenti del Web oppure spostare le proprie mire verso altri attori di primo piano della galassia Internet, e i nomi papabili sono quelli di Facebook (in cui ha investito 240 milioni di dollari nel 2007), MySpace.com (controllata da Fox Interactive Media, di proprietà della News Corp di Rupert Murdoch) e la stessa Aol-America On Line, puntando in modo deciso sul fattore “Web 2.0″ e aggiungendo in tal senso contenuti e servizi a valore (pubblicitario) alla propria attuale offerta che ruota intorno a Windows Live. Nella sua duplice comunicazione (la lettera spedita a Jerry Yang e il memo pubblico inviato ai dipendenti), Ballmer ha ribadito che (senza !) perseguirà i propri obiettivi di crescita attraverso nuovi servizi innovativi e “strategiche transazioni con altri business partner”. Il vulcanico Ceo di Redmond è quindi già al lavoro per una nuova scalata o per dar vita ad acquisizioni a pioggia (per altro a suo tempo annunciate) di start-up che realizzano piattaforme di Web advertising e di Web search? Oppure, è non è una possibilità da scartare a priori, sta riordinando le carte per tornare prossimamente alla carica della preda più ambita?

Fonte:Ilsole24ore

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