Autocertificazione domicilio: cos’è e come funziona

Tuttora, si confondono i termini di residenza e domicilio pensando magari che si tratti di sinonimi. Prima di spiegarti tutto quello che c’è da sapere sull’autocertificazione domicilio, facciamo chiarezza.

La residenza è il luogo dove si abita abitualmente (art. 43 del Codice Civile); il domicilio è la sede principale dei propri affari ed interessi (studio, negozio).

Se una persona ha la residenza a Roma e, ad esempio, svolge la sua attività lavorativa a Milano, si parla di domicilio temporaneo a meno che, in seguito, non si stabilisca in modo permanente a Milano trasferendo la residenza nel capoluogo lombardo.

In altre parole, il domicilio ha come caratteristica la stabilità e reperibilità in un certo luogo come sede principale dei propri affari ed interessi.

In gran parte dei casi, residenza e domicilio coincidono.

Per confermare o cambiare residenza è obbligatorio recarsi in Comune, mentre per il domicilio non ci sono formalità da espletare oltre all’autocertificazione in caso di richieste.

Possono richiedere l’autocertificazione domicilio gli uffici della PA, i gestori di servizi pubblici e le aziende private.

Con l’entrata in vigore del DPR n. 445/2000, art. 2, era possibile fare l’autocertificazione solo verso i privati che acconsentivano. Con il DL n. 76/2020, convertito con Legge n. 120/2020, l’art. 2 obbliga tutti ad accettare le autocertificazioni in quanto questa legge ha soppresso la condizione del consenso dei privati. Dunque, oggi chiunque ha l’obbligo di accettare le autocertificazioni ma anche la possibilità di effettuare controlli sulla veridicità della dichiarazioni sostitutive ricevute.

In questa guida, spieghiamo cos’è l’autocertificazione domicilio, come funziona, quando il domicilio è temporaneo ed altro ancora, fornendoti il Modulo/Fac-simile dell’autocertificazione da scaricare e stampare.

Autocertificazione domicilio: Cos’è, requisiti, quando viene richiesta

Per scegliere o cambiare domicilio, è sufficiente ricorrere ad un’autocertificazione.

L’autocertificazione domicilio (o dichiarazione sostitutiva di certificazione), introdotta nell’ordinamento italiano nel 1968, è stata attuata nel 1997 ed ufficializzata dal D.P.R. n. 445/2000. Sostituisce in tutto e per tutto quei certificati che attestano residenza, data e luogo di nascita, cittadinanza, stato di famiglia, iscrizione ad un albo o in un elenco tenuto dalle PA.

Questa dichiarazione deve essere stilata e firmata dall’interessato il quale attesterà requisiti personali, fatti e stati propri e di altri soggetti come minorenni, interdetti, inabilitati, analfabeti o temporaneamente impediti per motivi di salute.

L’autocertificazione serve quando vengono richiesti certificati (come stato di famiglia o certificato di residenza per un mutuo) dagli uffici della Pubblica Amministrazione, gestori di servizi pubblici (luce, gas, ecc.) o soggetti privati (banche, assicurazioni, ecc.).

In casi del genere, quindi, basterà presentare l’autocertificazione allegando una fotocopia del documento d’identità.

Possono rilasciare l’autocertificazione domicilio tutti i cittadini maggiorenni italiani, dei Paesi membri UE ed extra comunitari in possesso di regolare permesso di soggiorno.

Ai sensi dell’art. 483 c.p. (richiamato dall’art. 76 del DPR 445/2000) chi firma l’autocertificazione è responsabile in sede civile e penale di quanto dichiara. Gli uffici della PA in cui viene presentata l’autocertificazione possono verificarne la veridicità. In caso di dichiarazione falsa o mendace, sono previste sanzioni (art. 328 c.p.). In più, il dichiarante decade dai benefici ottenuti tramite l’autocertificazione.

I funzionari pubblici che rifiutano di accettare l’autocertificazione violano i doveri d’ufficio e sono punibili ai sensi del codice penale.

Questa dichiarazione sostitutiva non è valida per la presentazione di atti o documenti richiesti dall’autorità giudiziaria.

Modulo Autocertificazione

In genere, il Comune non rilascia il certificato di domicilio (se diverso dalla residenza) perché non è obbligatorio per legge: conosce soltanto la tua residenza.

Per l’autocertificazione domicilio è richiesta la forma scritta (di proprio pugno o tramite PC) e va firmata dal dichiarante. Può essere presentata di persona oppure inoltrata via fax, e-mail, PEC (posta elettronica certificata), Se inviata per e-mail o PEC è necessaria la firma digitale. La validità dell’autocertificazione coincide con quella prevista per la certificazione che va a sostituire.

Non bisogna pagare nessuna imposta di bollo, è gratuita, non prevede l’autenticazione della firma né la firma deve essere apposta davanti all’ufficiale che richiede l’autocertificazione. Basterà allegare una fotocopia di un documento d’identità valido.

Il Modulo di autocertificazione si compone di più parti:

  • titolo iniziale centrale “Autocertificazione domicilio” in lettera maiuscola;
  • menzione dell’articolo di legge relativo all’autocertificazione (art. 46 – lettera b) D.P.R. n. 445 del 28 dicembre 2000);
  • dati anagrafici del dichiarante (nome, cognome, luogo e data di nascita) e residenza con recapito telefonico;
  • dichiarazione di responsabilità in caso di dichiarazioni false e mendaci;
  • in seguito, la parola ‘Dichiara’ centrale e in lettera maiuscola;
  • dichiarazione del domicilio specificando l’indirizzo e menzionando la fotocopia allegata del documento d’identità valido;
  • infine, data e firma del dichiarante con la dicitura dell’autorizzazione al trattamento dei dati personali, dell’esenzione dell’imposta di bollo e della violazione dei doveri d’ufficio in caso di mancata accettazione dell’autocertificazione.

Autocertificazione Editabile

Ecco, di seguito, il Modulo/Fac-simile dell’autocertificazione domicilio editabile al computer. Va scaricato sul PC, compilato, stampato e firmato.

Autocertificazione domicilio

(Art. 46 – lettera b) D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445)

Il/la sottoscritto/a ……………………. nato/a in ……………………… il …….., residente in ……………………………, (prov. ………), via ………………………….., n. ……, tel. ………………… consapevole che la dichiarazione falsa e mendace è punibile ai sensi del Codice Penale secondo quanto previsto dall’art. 76 del suddetto D.P.R. 445/2000 e che, in caso di non veridicità del contenuto delle dichiarazioni rese, decadrà dai benefici come prescritto dall’art. 75 D.P. R. 445/2000,

DICHIARA

che il proprio domicilio si trova in via ……………………, n. …….., città ………., (prov. …….).

Allegati: fotocopia del documento d’identità valido.

Data

Firma del/la dichiarante

Autorizza la raccolta dei dati per la procedura in corso, ai sensi del d.Lgs. n. 196/2003.

La mancata accettazione della presente autocertificazione domicilio costituisce violazione dei doveri d’ufficio (art.74 D.P.R.445/2000).

Esente da imposta di bollo ai sensi dell’art. 37 D.P.R. 28 dicembre 2000, n. 445.

Tipologie di autocertificazione

Esistono diverse tipologie di domicilio per altrettante motivazioni per l’autocertificazione:

  • volontario, scelto in modo volontario ed autonomo;
  • generale, che corrisponde alla sede principale dei propri affari ed interessi (studio, negozio, ecc.);
  • legale, stabilito per legge, riferito al minore o persona interdetta. Può corrispondere al domicilio della famiglia o del tutore;
  • speciale, relativo al domicilio scelto per gestire certi affari o atti come nel caso della domiciliazione presso un avvocato per gestire una causa;
  • digitale, equivalente alla PEC (posta elettronica certificata).

Domicilio temporaneo

Quando ti trasferisci in un’altra città o sede per svariati motivi (di lavoro, studio, salute, servizio civile, ecc.), potresti aver bisogno di redigere e firmare un’autocertificazione domicilio temporaneo.

Ad esempio, nel caso in cui hai dovuto cambiare città per un impegno di lavoro e necessiti di visite mediche. Non potendo tornare nel tuo luogo di residenza, puoi richiedere l’assegnazione di un nuovo medico di famiglia grazie all’autocertificazione.

Questa dichiarazione sostitutiva, per essere valida, deve riportare:

  • nome, cognome, data e luogo di nascita, residenza (dati anagrafici);
  • il nuovo indirizzo con il motivo del trasferimento;
  • dati anagrafici dei familiari che eventualmente si trasferiscono con te.