Postepay Evolution è una carta prepagata con IBAN, emessa da PostePay S.p.A., patrimonio destinato del gruppo Poste Italiane con licenza di istituto di moneta elettronica. Non è un conto bancario: le somme caricate sono moneta elettronica, non depositi. Il canone annuo è di 19 €, più 5 € di emissione all’attivazione. Il circuito è Mastercard e per attivarla bastano SPID o le credenziali Poste.
Quanto costa in un anno vero
Il canone vale 19 €, con 5 € di emissione che si pagano solo il primo anno. Su 1.000 € di spesa in valuta estera l’1,10% di commissione fa 11 €. I prelievi all’estero da ATM in valuta non euro costano 5 € più l’1,10% dell’importo: nell’esempio conta solo la quota fissa di due prelievi, perché la parte percentuale ha bisogno di un importo che il foglio informativo non fissa.
| Voce | Importo |
|---|---|
| Canone annuo | 19,00 € |
| Emissione (una tantum, solo al primo anno) | 5,00 € |
| Commissione di cambio su 1.000 € di spesa in valuta (1.000 × 1,10%) | 11,00 € |
| Due prelievi all’estero, sola quota fissa (2 × 5 €) | 10,00 € |
| Totale dal secondo anno (canone + cambio + quota fissa dei prelievi) | 40,00 € |
| Totale primo anno (con l’emissione) | 45,00 € |
Chi preleva solo dai Postamat in Italia paga il canone e basta. Il conto sale allo sportello postale, sale ancora agli ATM di altre banche e diventa un’altra cosa all’estero.
Come funziona
In Italia e nell’area euro il prelievo è gratuito dai Postamat, costa 1 € allo sportello postale e 2 € dagli ATM di altre banche. All’estero, da ATM in valuta non euro, sono 5 € più l’1,10% dell’importo. Per attivare la carta servono SPID o le credenziali Poste e un documento d’identità. Coperture assicurative il foglio informativo non ne indica.
Tutela, IBAN e tasse
PostePay S.p.A. è un istituto di moneta elettronica, patrimonio destinato del gruppo Poste Italiane: non è una banca e non aderisce al Fondo interbancario di tutela dei depositi, quindi le somme caricate non hanno quella protezione. Sul dettaglio della vigilanza il foglio informativo non entra. La carta ha un IBAN suo, italiano, su cui puoi farti accreditare lo stipendio e domiciliare le utenze; il quadro RW, che riguarda gli IBAN esteri sopra i 15.000 € di giacenza media, qui non c’entra. Sul saldo caricato non risultano interessi, quindi la ritenuta del 26% non trova applicazione. Sul bollo il foglio non dice nulla di specifico: la regola generale per gli strumenti di pagamento con IBAN è di 34,20 € l’anno sopra i 5.000 € di giacenza media.
Per chi ha senso e per chi no
Ha senso per chi vuole un IBAN attivabile da casa, con SPID o credenziali Poste, senza diventare cliente di una banca, e ha un ufficio postale o un Postamat a portata di mano.
Non ha senso per chi paga spesso in valuta o preleva all’estero: 5 € fissi più l’1,10% a operazione si sentono. E non ha senso per chi dà per scontata la garanzia sui depositi o vuole assicurazioni comprese nel canone.
Cosa controllare prima di aprirlo
- Chi vigila sull’istituto di moneta elettronica, dettaglio che la pagina consultata non dà.
- Quante volte prelevi all’estero in un anno, moltiplicato per 5 € più l’1,10%.
- L’assenza di coperture assicurative sul foglio informativo di questa carta.
- I 19 € di canone più i 5 € di emissione, da mettere accanto alle alternative gratuite.
Fonti e data di verifica
Pagina ufficiale di Poste dedicata a Postepay Evolution, letta il 5 settembre 2026 e riletta il 7 settembre 2026: canone annuo di 19 €, emissione di 5 € e commissione dell’1,10% sulle operazioni in valuta diversa dall’euro non sono cambiati. La pagina continua a non specificare chi vigila sull’istituto di moneta elettronica che emette la carta.

